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2011
«Noi disabili, risorsa per il Paese»
Daniele Regolo è di Civitanova Marche, è considerato un «giovane imprenditore», nell’ultimo anno si è guadagnato spazio sui media ed è intervenuto in diversi convegni. Ebbene, Daniele è sordo dalla nascita. Con questa disabilità uditiva ha imparato a convivere e ha imparato a combattere. Prima l’ha raccontata (“Il messaggio delle onde”, vedi la recensione di Renato Pigliacampo). E poi l’ha resa una sfida imprenditoriale e, soprattutto, una sfida sociale. Nel febbraio del 2011, ha ideato e creato il portale www.agenzialavorodisabili.it. Ad aprile contava già circa 300 contatti. La piattaforma punta a far incontrare gratuitamente le esigenze delle imprese e le capacità professionali delle persone disabili. Ma, ancor più, punta a una rivoluzione del modello sociale, nel quale l’etica diventi un elemento chiave dell’efficienza. ETicaNews lo ha incontrato grazie a un convegno di The RenaissenceLink. E assieme a Daniele ha costruito questa ET.Intervista. È la prima. È il miglior auspicio per una lunga serie.
ET. - Come è nata la storia dell’agenzia, con quali obiettivi e quali problematiche?
La creazione di questo portale, che mette in contatto lavoratori disabili e mondo delle imprese, è figlia della mia esperienza di vita di disabile uditivo. Dopo molteplici esperienze lavorative, anche nel pubblico impiego, ho deciso di adoperarmi in prima persona verso la risoluzione di quella che credo essere una delle più impellenti emergenze contemporanee: il lavoro dei diversamente abili. Finché la civiltà non sarà tale per tutti, non potrà essere chiamata “civiltà”. In questo senso, Agenzia Lavoro Disabili è, allo stesso tempo, una sfida economica e sociale.
ET. - Cosa ritieni ci sia di veramente speciale e coraggioso nella tua iniziativa?
Molto semplicemente, il fatto che, forse per la prima volta, c’è un disabile che vuole occuparsi dei problemi che lo riguardano in prima persona. L’epoca delle deleghe è terminata e nessuno più di noi sa quali siano le nostre esigenze, ma anche le nostre aspirazioni e le energie nascoste. È per questa ragione che, nel sito www.agenzialavorodisabili.it, è presente una voce nel curriculum denominata “Vi parlo di me”, che consente al disabile di esprimersi in modo completo, e alle imprese di conoscere a fondo il candidato. Le professionalità si costruiscono sulle persone, non il contrario.
ET. - Come ha reagito il mondo che da questa iniziativa viene aiutato (i disabili) e come ha reagito il mondo esterno (le aziende, le altre agenzie di collocamento, le istituzioni)? Hai avuto più aiuti o più sgambetti?
Il mondo dei disabili è estremamente complesso. Posso dire di aver avuto da loro una adesione entusiasta e i numeri lo confermano (oltre 1.100 iscritti da tutta Italia in pochi mesi). Le imprese, man mano che vengono a conoscenza di questo portale a utilizzo gratuito (anche in caso di assunzione), aumentano di ora in ora le loro iscrizioni. Nessuno sgambetto, ma certamente molta curiosità. Mi preme sottolineare che noi rappresentiamo un nuovo esperimento che va nella stessa direzione in cui tutti coloro che desiderano il meglio per i disabili intendono andare. Siamo quindi aperti a ogni collaborazione con agenzie di reclutamento, fondazioni, mondo imprenditoriale.
ET. - Ritieni che questa iniziativa di collocamento potrà poi generare altre iniziative più specifiche: imprese avviate, gestite, promosse e sviluppate dai disabili? È un sogno oppure un’ipotesi concreta? E con quale integrazione con personale “normale”?
Io spero di vedere sempre più imprenditori disabili, perché ciò significherebbe un’inversione di tendenza, specialmente in un posto creativo ma eccessivamente statico come l’Italia. Io amo molto il mio Paese, ma un maggior dinamismo farebbe bene a tutti, singolarmente e collettivamente. Se farò delle assunzioni, si tratterà ovviamente di soli disabili. È un impegno e una sfida insieme.
ET. - Agenzia Lavoro Disabili è un esempio di come una società più etica porti a una società, oltre che più giusta, anche più efficiente e ricca. Quali sono i numeri che puoi portare a sostegno di questa tesi? E quali ritieni potranno essere nel breve termine?
Questo aspetto mi sta molto a cuore. Se un numero maggiore di disabili lavora, questo piccolo miracolo ne partorirà molti altri. Prima di tutto i disabili non saranno più un peso che grava sulle casse dello Stato. Poi inizieranno a diventare anche loro consumatori di beni e servizi, e questo accesso al “consumo” sarà estremamente positivo perchè proprio attraverso il consumo i diversamente abili, ormai autonomi, potranno accedere alle meravigliose conquiste della nostra società. La persona svantaggiata, resa libera grazie al lavoro, può diventare quindi un importante volano dell’economia, oltre a rappresentare un successo della società civile. Ecco una prova che vale più di mille numeri: se la società migliora, anche l’economia la segue.












daniele è un esempio per molti
Se tutti i disabili compissero lo sforzo intellettuale di non sentirsi tali, potrebbero fare molte più cose e meglio di molti altri. Spesso i “disabili” adorano sentirsi compatiti, protetti e coccolati. Ma quanto è dovuto ai disabili e quanto questi debbono al tessuto sociale nel quale sono immersi?
Io sono un disabile solo per la Motorizzazione Civile, che mi obbliga a guidare auto (da poco anche moto) con ausili specifici.
Per il resto sono un libero professionista conosciuto e richiesto nel mio settore che guadagna il quadruplo di un dirigente d’Impresa .
Nessuno pensa a me come un uomo senza una gamba (è la mia personale realtà anatomica). I miei clienti, i miei familiari e i miei amici mi vivono come marito, come padre e come professionista serio e stimato.
Apprezzo quest’iniziativa che lodo come novità, nella speranza che non sia un luogo di vuoto compatimento ma una stanza virtuale all’interno della quale ogni disabile possa dimostrare al mondo quanto sia abile con quel che gli resta.