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gennaio
17
2013
Dopo i GAS l’agricoltura biologica scopre i GAT

La finanza partecipativa torna alle “radici”

Investimento alternativo, condivisione ecosolidale di un progetto, sfruttamento delle tecniche di coltivazione biologica, evoluzione naturale dell’esperienza dei GAS (Gruppi d’Acquisto Solidali). Sono queste le caratteristiche principali, strettamente interdipendenti, dei GAT (Gruppi Acquisto Terreni). Nati nel 2009 su iniziativa di un team di professionisti, per la precisione un commercialista, un avvocato e un laureato in Scienze Naturali specializzato in metodi di coltivazione biologica, i GAT hanno come obiettivo l’acquisto condiviso di una tenuta agricola e la sua conduzione con metodi moderni e sostenibili. In pratica, per costituirne uno occorrono dai 50 ai 100 soci per un investimento complessivo di circa un milione di euro. La logica che li anima, tuttavia, va oltre il concetto di finanza “partecipativa”: il loro funzionamento risponde infatti al desiderio di riavvicinamento alla terra percepito da una crescente fetta della popolazione cittadina attraverso l’avvio di una società agricola con produzione biologica.

 

Grazie a una base di valori etici e solidali decisamente affini, i GAT puntano a siglare un’alleanza strategica con i GAS, Gruppi di Acquisto Solidale, che operano attraverso una logica di partnership con il fornitore. Dalla loro collaborazione infatti derivano vantaggi sia per chi detiene i terreni, e produce attraverso tecniche eco-compatibili, sia per chi acquista i prodotti: mentre i primi ottengono margini di guadagno superiori a quelli attualmente offerti dal mercato dei prodotti agricoli, i secondi ricevono una garanzia di qualità costante nel tempo. I GAT che via via si costituiranno potranno inoltre andare a costruire una vera e propria rete in grado di alimentare lo scambio interno potranno così integrare i prodotti per proporli alla potenziale clientela in modo efficiente, scambiarsi metodologie ed esperienze e promuovere il marchio stesso del GAT come sinonimo di prodotti di sicura provenienza, non trattati chimicamente. Il mercato cui si rivolge l’attività è infatti quello dei prodotti agricoli biologici, ed in particolare quello della filiera corta, ovvero GAS, mercati contadini, ristorazione e vendita diretta. Attualmente sono già attivi due Gruppi, il GAT di Quistello, in provincia di Mantova, e quello di Scansano, in provincia di Grosseto, mentre è in corso di costituzione il GAT Argenta in provincia di Ferrara.

 SOCIETA’ DI CAPITALI

Per perseguire gli obiettivi etici ed economici prefissati, i promotori del progetto hanno previsto l’adozione di una struttura legale peculiare. Il Gruppo Acquisto Terreni può assumere la forma di una società di capitali, e più precisamente, di una “Società agricola a responsabilità limitata”. Ma per tutelare l’investimento dei soci e le direttive ecologiche sono state introdotte alcune specificità rispetto al modello esistente. Viene infatti riconosciuto ai soci un diritto di recesso al di fuori delle motivazioni riconosciute dalla legge, liberamente esercitabile dopo il secondo esercizio di attività. Il recesso obbliga la società a liquidare il socio entro sei mesi dalla richiesta attraverso la riduzione del patrimonio sociale (con le riserve di capitale o di utili), oppure attraverso l’acquisto della quota da parte di tutti i soci, oppure di uno solo dei soci, o ancora l’acquisto della quota da liquidare da parte di un terzo. Il socio viene così vincolato solo nei primi due anni a non uscire dalla società, per non metterla in difficoltà nel suo periodo più critico, quando cioè deve mettere radici nel territorio, incrementare la produzione e rafforzare la propria struttura finanziaria. Dal terzo esercizio in avanti invece viene concesso al socio di esercitare il suo diritto riconosciuto dallo Statuto societario di recedere, ma a condizioni specifiche. Tra il terzo ed il quinto anno viene mantenuto un incentivo a restare all’interno della società, o al limite a cedere la propria quota al di fuori del meccanismo di recesso, mediante una penale del 5% sulla quota di patrimonio netto spettante, comprensiva della quota di eventuali utili. Dal sesto esercizio in avanti invece la facoltà di recedere dalla società diviene del tutto libera ed esercitabile, al “valore di mercato” verificato ogni due anni a mezzo di una perizia fatta appositamente. Altra caratteristica specifica del GAT , in modo coerente con la natura di progetto di finanza partecipativa, è la sostanziale uguaglianza tra tutti i soci, in quanto l’investimento viene suddiviso in 100 quote, di cui ciascun socio può sottoscriverne fino ad un massimo di quattro.

Rosaria Barrile

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