Filiera Ict ad alto rischio lavoro forzato, ma emergono le prime best practice

1 Lug 2016
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Il rischio legato al lavoro forzato nella filiera dei prodotti tecnologici è ancora alto, ma molte imprese lo stanno affrontando, e con buoni risultati. È quanto emerge da un report di Know the Chain (“ICT Benchmark “), un progetto della fondazione Humanity United che si occupa di fornire informazioni a imprese e investitori «che vogliono capire e affrontare gli abusi legati al lavoro forzato nelle loro catene di fornitura».

Delle 20 imprese considerate dallo studio, il 90% ha pubblicamente ammesso di essere a conoscenza del rischio di lavoro forzato nella propria supply chain. Nonostante il problema sia ancora molto diffuso, alcune società hanno già preso provvedimenti per affrontarlo. Hp è risultata essere l’azienda più attiva, grazie al suo programma di formazione per i fornitori e alle politiche aziendali implementate per evitare che le agenzie di reclutamento richiedano tariffe insostenibili agli operai per fornirgli il lavoro all’interno della loro catena di fornitura. Sul podio anche Intel e Apple, la quale ha recentemente implementato un processo di auditing per rispondere prontamente alle lamentele dei lavori e compie dei controlli regolari sul posto.

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Fonte: knowthechain.org

 

 

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