questionari inviati in settimana a quasi 300 aziende

Al via IGI 2021, l’indice della ESG Identity

8 Mar 2021
Editoriali CSR Commenta Stampa Invia ad un amico
La sesta edizione rappresenta un momento chiave. Perché la sustainable governance è entrata nelle carte Ue. E perché IGI si evolve a rappresentare l'identità Esg delle aziende. Nell'area straordinaria di quest'anno. Ma anche nelle domande dell'indagine strutturale

Partiranno in questa settimana i questionari di Integrated Governance Index 2021. Si tratta di oltre 100 domande, tra parte di indagine ordinaria e parte di indagine straordinaria. E saranno inviati a un paniere di quasi 300 aziende, composto dalle prime 100 società quotate, dalle società che hanno redatto la Dnf nel 2020 (paniere Consob) e le prime 50 società non quotate italiane (per il modello e il background scientifico, vedi a questa pagina). I risultati saranno presentati alla ESG Business Conference del 16 giugno.

Si tratta della sesta edizione dell’unico indice focalizzato sull’integrazione delle tematiche Esg nel sistema di governo delle aziende

E si tratta di una edizione che merita una attenzione particolare per due ragioni.

NELLE CARTE D’EUROPA

La prima ragione riguarda il contesto internazionale: l’8 febbraio è terminata la consultazione europea sulla Sustanaible Corporate Governance (vedi articolo Consultazione Ue sulla governance Esg (nella Dnf)). Oltre a essere stata una fonte per l’aggiornamento di IGI 2021, la consultazione di Bruxelles costituisce una certificazione istituzionale del percorso di analisi e studio compiuto dal progetto. Nella sua prima edizione del 2016, il concetto di governance integrata della sostenibilità suonava a dir poco astruso. Oggi è addirittura nelle carte che regolano l’Europa.

la frontiera della identità

La seconda, ma non meno importante, ragione per osservare IGI 2021 con attenzione, è che quest’anno l’indice compie un’importante evoluzione concettuale, connotandosi in maniera sempre più definita come un indice della identità Esg.

L’ESG Identity, infatti, è l’oggetto della parte di indagine straordinaria. Come nelle edizioni precedenti (a partire dalla seconda edizione, nell’ordine: la Dnf, la finanza, le Hr, la Dgital Governance), si punta a esplorare la frontiera degli Esg. Ovvero, ciò che sta evolvendo, ma deve ancora essere (il futuro che entra in noi prima che accada, cit.). E studiare la ESG Identity significa indagare se e come le aziende si stanno muovendo verso un traguardo obbligato, ma ancora non del tutto attuato: assimilare la dimensione sostenibile, al punto da riuscire a renderla un fattore di posizionamento, lato comunicazione, marketing e investor relations.

CONCETTO A TUTTO TONDO

All’aspetto del posizionamento è dedicata l’indagine straordinaria del 2021, in quanto aspetto che consente di percepire il grado di identificazione Esg nella misura più immediata e diretta. Ma il termine ESG Identity, ossia il concetto di identità, richiama qualcosa di molto più completo dell’aspetto (esteriore) del posizionamento. Attingendo alla filosofia o alla psicologia o alla sociologia, il concetto di identità riconduce a consapevolezza, personalità, legame tra il proprio io e il mondo. E, ancora, richiama la continuità nell’essere, la coerenza, la firma delle cose.

Insomma, ESG Identity è un concetto a tutto tondo che va ben oltre l’aspetto del posizionamento, ma diventa fattore di funzionamento dell’azienda. E, di più, addirittura, fattore di pensiero dell’azienda.

Ecco perché, di fatto, è l’intero Integrated Governance Index che si evolve in un ESG Identity Index.

DA IGI A ESG IDENTITY INDEX

Le tracce di questa progressiva contaminazione? Si pensi alla parte di indagine sul purpose Esg, alla sua declinazione nelle relazioni interne ed esterne all’azienda (nella materialità e nel rapporto con shareholder e stakeholder), alla parte di indagine sulle conoscenze Esg dei directors, alla parte sulle relazioni Esg dell’azienda con la supply chain. Che si aggiungono alle indagini sulla gestione degli azionisti responsabili, sui legami tra retribuzioni e Kpi Esg, sulle modalità di coinvolgimento digitale di tutte le ramificazioni interne ed esterne dell’azienda, alla caccia di informazioni Esg.

Perché l’identità Esg è nel top manager che indica la direzione strategica, ma è anche nell’operaio che collabora più volentieri alla realizzazione di un prodotto, nel cassiere che conosce gli impieghi responsabili dei risparmi raccolti o nel capotreno che spiega ai passeggeri le politiche di risparmio energetico di quel viaggio.

Negli anni, il progetto Integrated Governance Index ha studiato questo concetto di ESG Identity attraverso la sua trasposizione nella governance integrata di un’azienda. Fino a oggi, lo sforzo è stato quello di spingere, innestare, forzare la sostenibilità nel sistema nervoso e nell’apparato sanguigno delle entità-società. Adesso, si percepisce un’inversione di flusso, ed è l’entità-società che ha bisogno di nutrirsi di sostenibilità, come se il processo avviato, assimilato nel Dna, spinga le entità stesse a cercare nuove strutture, idee, principi, entro cui sentirsi sempre più a proprio agio in prospettiva sostenibile.

Non è più la governance che si forza a integrare la sostenibilità. Ma è l’identità sostenibile che vuole migliorare la sua governance.

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