la società rilancia un'emissione del gruppo suzano

Enel, perché il comunicato sul bond altrui

14 Set 2020
Editoriali CSR Commenta Stampa Invia ad un amico
Il gigante energetico diffonde una nota sul collocamento del gruppo brasiliano. L'obiettivo è rimarcare la propria scelta in termini di sustainability-linked bond, tema su cui c'è un forte dibattito "politico"

Suzano è un gigante brasiliano che, grazie probabilmente alle sterminate foreste del continente, è diventato il più grande produttore di pasta di cellulosa e carta nel Sudamerica. Negli ultimi mesi, il gigante ha preso di mira Enel, colosso italiano leader nella produzione di energia, che Suzano ha studiato con attenzione, per seguirne l’esempio. Non sul fronte industriale o finanziario. Ma sul fronte della sostenibilità.

Venerdì, infatti, la società sudamericana ha emesso un sustainability-linked bond, ovvero una obbligazione green che non è un green bond, ma qualcosa di diverso. E il benchmark dei brasiliani è stato, esplicitamente, il primo strumento di questo genere emesso al mondo: l’Sdg-linked bond di Enel di quasi un anno fa, ottobre 2019.

LA RIVOLUZIONE KPI-LINKED

Al momento della sua emissione, lo strumento raccolse un notevole interesse dal mercato. Ma mandò in tilt  la finanza sostenibile, nel senso che superava alcuni dei principi base dei green bond, in particolare quello che l’ammontare dell’emissione vada legato a un preciso progetto, e non alla generale sostenibilità dell’emittente, come invece sottintendono le obbligazioni sustainability-linked (o Kpi-linked). La portata della novità è tale che i Kpi-linked sono, a tutt’oggi, al di fuori del perimetro immaginato per il green bond standard europeo. Anche se, per contro, hanno ricevuto uno sdoganamento ufficiale da parte dell’International capital market association. Su questo tema, vedi l’approfondimento su ESG Business Review in uscita a ottobre [per ricevere gratuitamente il magazine, registrati qui].

Enel, insomma, con quella operazione ha imposto un cambio di marcia alle emissioni sostenibili. E ha spostato, prima del cambio di rotta che si profila oggi nei progetti normativi comunitari, la valutazione della sostenibilità dall’output (o il singolo progetto) all’identità dell’emittente. Si può discutere quanto questo passaggio sia accettabile in un mondo ancora molto spostato verso il greenwashing (chi e con quale capacità monitora l’identità Esg dell’emittente?). Ma, dal punto di vista concettuale, appare la sfida del futuro.

COMUNICATO CONTO TERZI

La sfida sul fronte sustainability-linked bond è così accesa che Enel ha varcato un’altra frontiera. Venerdì, in occasione del collocamento di Suzano, la società italiana ha diffuso la presa di posizione del proprio cfo, Alberto De Paoli, che ha fatto le sue «congratulazioni all’azienda brasiliana di cellulosa e carta per l’emissione». In questo modo, il gruppo energetico italiano ha preso una posizione “politica”, evidenziando la delicatezza del confronto esistente sulla frontiera sustainability-bond, e rimarcando la bontà della propria strada, con l’emissione dell’ottobre 2019, attraverso l’operazione odierna di una società terza.

Non solo. Enel ha aperto anche una frontiera nella comunicazione degli Esg, diffondendo quello che, di fatto, è stato un suo comunicato di rilancio del bond di Suzano, pur con la precauzione di sottolineare che la società sudamericana «NON è una società del Gruppo Enel».

Insomma, il caso insegna che, quando l’engagement interno è tale da consentirlo, l’azienda può trovare utile spingersi a emettere comunicati anche sulla sostenibilità altrui.

 

 

 

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