anticipazioni sull'area di indagine straordinaria

IGI 2019 ed Hr: contano gli Esg nel cv?

5 Giu 2019
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Le prime anticipazioni di Integrated Governance Index confermano che la gestione Esg del capitale umano è una delle frontiere. Grande miglioramento nelle retribuzioni. Indietro la selezione e la diversity

Impattano nella selezione del nuovo capitale umano. Nella retribuzione delle risorse. Nella valutazione, formazione e ingaggio dei talenti. Eppure, gli Esg nelle Hr rappresentano ancora uno degli ambiti meno esplorati per le aziende italiane, in gran parte lontane dall’adozione di percorsi e procedure formali per integrare la sostenibilità nelle policy sul capitale umano. È il messaggio che emerge dall’area di indagine straordinaria di Integrated Governance Index 2019, dedicata, appunto, agli Esg nella Hr. In questo articolo vengono proposte alcune anticipazioni dei risultati che saranno approfonditi in un workshop dedicato in occasione della ESG Business Conference del prossimo 13 giugno a Milano.

In generale, c’è la consapevolezza che le Hr siano la frontiera degli Esg, anche per effetto della spinta in questa direzione da parte degli stakeholder finanziari: gli investitori ormai pretendono espressamente una strategia Esg anche sul fronte delle risorse umane (vedi articolo “Bmo: «Il valore Esg anche nei lavoratori»“). L’interesse verso questa parte di indagine, realizzata anche con il supporto dell’Associazione italiana direttori del personale (Aidp), dello Studio De Luca & Partners e di Methodos, si è riflessa nella consistente presenza di manager dell’area Hr tra i 244 che hanno compilato IGI 2019.

REMUNERAZIONI AVANTI

Ma c’è soprattutto un dato che riflette la consapevolezza dell’importanza di connettere capitale umano ed Esg: la tangibile crescita delle retribuzioni legate alla sostenibilità. In base ai risultati, emerge che, tra le quotate, è più che raddoppiata, rispetto al 2018, la percentuale di società che lega “la remunerazione di amministratori esecutivi e management a espliciti obiettivi reali Esg”. Non solo. C’è un altro consistente gruppo di aziende che lega la remunerazione a parametri Esg, pur senza citare espliciti obiettivi di performance. Questi due casi, sommati, consentono di sfiorare i due terzi del totale delle aziende rispondenti, in deciso aumento dal 48% del 2018.

LA SELEZIONE

A fronte di questa accelerazione sulle remunerazione, si registrano risultati migliorabili su altri fronti. Per esempio, sul momento del recruiting. Solo il 18% dei rispondenti afferma che la conoscenza degli Esg rientra tra i criteri di selezione del personale, anche se la percentuale sale al 31% per la selezione delle funzioni chiave.

DIVERSITY E CULTURA

Un altro punto debole è quello della diversity. Nell’ambito delle quotate, si ferma a un complessivo 14% la percentuale di aziende rispondenti che prevede un diversity manager. Leggermente meglio, ma migliorabile, la situazione in merito alla cultura aziendale. La quota di società rispondenti che implementa iniziative di verifica della cultura Esg aziendale è al 38 per cento. Anche se, e qui si torna a vedere positivo in prospettiva (cioè, in termini di consapevolezza), il 53% delle aziende quotate prevede già sessioni formative sugli ESG per le funzioni chiave dell’azienda.

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