I risultati della fase pilota con solo 29 istituti partecipanti

Eba boccia banche in stress test su clima

Il 21 maggio l’autorità bancaria europea (Eba) ha pubblicato i risultati della sua prima mappatura [1] sui livelli di esposizione delle banche europee ai rischi derivanti dai cambiamenti climatici e sugli sforzi da queste compiuti per misurare il proprio impatto ecologico. L’esercizio pilota era stato annunciato con l’Action Plan dell’Eba per la finanza sostenibile del dicembre 2019, nel quadro dei nuovi compiti assegnati all’Authority europea in materia di finanza sostenibile dalla recente revisione della normativa Ue sui requisiti prudenziali degli istituti di credito.

In particolare, il mandato dell’Eba nel contesto dell’agenda europea per la finanza sostenibile prevede lo sviluppo di criteri e metodi di valutazione quantitativa e qualitativa, inclusi strumenti quali lo stress test e le analisi di scenario, per analizzare i possibili impatti dei rischi Esg sulle istituzioni finanziarie.

Quello dell’Eba è stato così concepito con un esercizio funzionale a testare metodi e strumenti di classificazione dei rischi climatici utilizzati dalle banche, con l’obiettivo di individuare le relative criticità nell’identificazione degli asset “verdi” nei bilanci degli istituti di credito e nel valutarne l’esposizione ai rischi legati ai cambiamenti climatici.

Il metodo utilizzato

Sono state 29 le banche a sottoporsi volontariamente all’analisi dell’Eba, fornendo i dati sulle loro esposizioni nei confronti di aziende di grandi dimensioni basate in Paesi membri dell’Ue, per le quali sono maggiormente disponibili le informazioni relative ai rischi ambientali. L’esercizio dell’Eba si è concentrato principalmente sui rischi climatici legati alla transizione, cioè quelli derivanti dai futuri sviluppi tecnologici, di mercato e della normativa nella direzione di un’economia a emissioni zero.

I dati prodotti dalle banche sono stati esaminati in base ai criteri della Tassonomia Ue, integrati da uno strumento di classificazione ad hoc elaborato dalla Bce, al fine di stimare i livelli di asset “green” contenuti nei loro bilanci. La trasmissione degli shock derivanti dai rischi fisici e di transizione legati ai cambiamenti climatici sui bilanci delle banche è stata infine studiata in un’analisi di scenario condotta attraverso uno strumento sviluppato dall’Eba e dalla Bce.

I risultati dell’esercizio

I risultati dell’esercizio pilota rivelano che le banche esaminate hanno il 58% delle esposizioni considerate in settori «potenzialmente sensibili al rischio di transizione», con un 35% delle esposizioni verso aziende responsabili di livelli di emissioni di gas serra al di sopra della mediana della distribuzione.

Il rapporto finale mette in evidenza la diversità di approcci utilizzati dalle banche e delle stime relative quando si tratta di misurare i livelli di esposizione “verde”. Tenendo conto dei limiti derivanti dai diversi metodi utilizzati dagli istituti bancari, l’Eba fornisce per il campione di banche selezionato una prima stima del “green asset ratio [2]”, la misura gli attivi sostenibili secondo i criteri della Tassonomia rispetto al portafoglio bancario di un istituto di credito. La media ottenuta in base al metodo utilizzato dall’Eba (il Tac, taxonomy alignment coefficient, che approssima l’applicazione della Tassonomia) risulta al 7,9%, mentre la media basata sulle diverse stime delle banche è pari al 7,1% (vedi figura 1).

Come si può notare dal grafico tratto dal rapporto Eba, le stime del green asset ratio in base al Tac e quelle basate sui metodi delle banche appaiono notevolmente divergenti, proprio per la disomogeneità degli approcci e criteri utilizzati da queste ultime, che solo in parte prendono come misura di riferimento la Tassonomia Ue. Questo mostra che le «stime delle banche sono estremamente disperse, senza uno schema comune osservabile», come chiosa il rapporto Eba.

 

Figura 1. Stime del green asset ratio [3]Fonte: Mapping climate risk: Main findings from the EU-wide pilot exercise, p. 43

 

L’analisi di scenario mostra infine un impatto dei rischi climatici di scala diversa e concentrati in alcuni settori specifici, nei due scenari negativi “Disorderly” (azione contro i cambiamenti climatici tardiva) e “Hot House” (azione contro i cambiamenti climatici insufficiente), secondo la classificazione introdotto dal Network for Greening the Financial System. In entrambi gli scenari, ad essere più vulnerabili risultano le esposizioni verso i settori della produzione di energia elettrica e dell’edilizia.

Figura 2 – Impatto per i seguenti settori nei due scenari: perdite aggiuntive attese come percentuale degli attivi ponderati in base al rischio (RWA) – deviazione rispetto alla situazione di partenza (in punti base, bps)

[4]Fonte: Mapping climate risk: Main findings from the EU-wide pilot exercise, p. 30

Le avvertenze dell’Eba

Come avverte l’Eba nel suo rapporto, il campione utilizzato e i limiti metodologici richiedono un’interpretazione prudente dei risultati presentati, che devono essere considerati come una «prima stima di partenza per il lavoro futuro sulla valutazione dei rischi climatici». Per questo i punti principali emersi dallo studio devono leggersi innanzi tutto come un contributo «al processo di sviluppo di strumenti di analisi del rischio climatico affidabili e comparabili», e come un supporto alle banche europee nei loro sforzi per migliorare la valutazione della propria sostenibilità.

In tale quadro, i risultati dell’esercizio pilota serviranno come base per un confronto con l’industria bancaria nella ricerca di metodologie e soluzioni ottimali per la valutazione dei rischi climatici, contribuendo allo stesso tempo allo sviluppo di un sistema di stress test Esg da parte dell’Eba.

Giuseppe Montalbano

Articolo stampato da: www.eticanews.it
Link all'articolo : https://www.eticanews.it/finanza-sri/eba-boccia-banche-in-stress-test-su-clima/

URLs in this post:

[1] i risultati della sua prima mappatura: https://www.eticanews.it/wp-content/uploads/2021/06/Mapping-Climate-Risk-Main-findings-from-the-EU-wide-pilot-exercise-on-climate-risk.pdf

[2] green asset ratio: https://www.eticanews.it/finanza-sri/eba-il-gar-e-il-kpi-delle-banche-taxonomy-aligned/

[3] Image: https://www.eticanews.it/wp-content/uploads/2021/06/Cattura-2.png

[4] Image: https://www.eticanews.it/wp-content/uploads/2021/06/Cattura-1.png

STAMPA