Sono 1.700 i sostenitori in 77 Stati

Tcfd, Svizzera quinto Paese Ue a firmare

28 Gen 2021
News Finanza SRI Commenta Stampa Invia ad un amico
Nella seduta di dicembre il Consiglio federale ha invitato le imprese elvetiche di tutti i settori economici ad attuare le raccomandazioni su base volontaria. Intanto ieri si è chiusa la consultazione avviata a ottobre sull’evoluzione delle metriche climate-related utilizzate e divulgate da asset owner, asset manager e banche

La Svizzera è diventata ufficialmente sostenitrice della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (Tcfd). Come riportato dalla rassegna sostenibile della scorsa settimana (Et.Observer/ 243 – La Svizzera si candida a “leader mondiale” della finanza Esg) nella seduta dell’11 dicembre 2020, il Consiglio federale elvetico ha presentato proposte concrete su come rafforzare il ruolo del Paese quale leader mondiale nel settore dei servizi finanziari sostenibili. In tale contesto, l’organo esecutivo del Governo della Confederazione ha invitato le imprese svizzere di tutti i settori economici ad attuare le raccomandazioni su base volontaria. Ha inoltre deciso di elaborare un progetto di legge per rendere vincolanti le raccomandazioni, dando il via ai lavori che si svolgeranno nel corso dell’anno, con una consultazione che riguarderà anche il settore privato e quello delle associazioni.

Le raccomandazioni della Tcfd, istituita alla fine del 2015 dal Financial Stability Board (di cui la Svizzera è membro) hanno l’obiettivo di spingere le imprese sulla strada della trasparenza finanziaria delle imprese in materia di cambiamenti climatici, e forniscono un framework internazionale comune che consente alle imprese e agli attori del settore finanziario di valutare e quantificare correttamente la propria esposizione al climate risk e, a loro volta, di attuare le strategie necessarie nelle loro attività. Secondo quanto riporta il governo federale, in ogni caso le principali aziende svizzere stanno già adottando le raccomandazioni.

I GOVERNI EUROPEI SOSTENITORI

A oggi, la Tcfd ha ricevuto il sostegno di circa 1.700 organizzazioni firmatarie in 77 Paesi del mondo, sia dal settore pubblico, compresi i governi, sia dal settore privato.

Sono 58 le entità governative (tra Authority di controllo, banche centrali e singoli dicasteri) ad aver sottoscritto le raccomandazioni dal 2017 a oggi. Per quanto riguarda i governi europei presenti ufficialmente tra i sostenitori, l’ultima a firmare, in ordine di tempo (prima della Svizzera), era stata la Danimarca (ottobre 2020), mentre Francia, Svezia e Regno Unito sono presenti tra i sostenitori della Taskforce da dicembre 2017.

In Italia le raccomandazioni sono state adottate da 16 entità, tutte appartenenti ai settori finanziario (Ambienta Sgr, Assicurazioni Generali, Borsa Italiana, Intesa Sanpaolo, Sustainable Value Investors, UniCredit e Gruppo Unipol), delle Utility (Enel e Gruppo Hera), industriale (Leonardo), dell’energia (Eni, Saipem, Snam) e di altri settori (il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Pirelli e Policarta).

LA CONSULTAZIONE SULLE METRICHE CLIMATE-RELATED

Si è chiusa ieri (27 gennaio), intanto, la consultazione avviata dalla Tcfd il 29 ottobre 2020 Forward Looking Financial Sector Metrics (vedi la news La Tcfd lancia consultazione per il settore finanziario) con l’obiettivo di comprendere l’evoluzione delle metriche climate-related utilizzate e divulgate da asset owner, asset manager, banche e compagnie di assicurazione. Già nello status report 2020 (vedi l’articolo Tcfd, nel 2020 fa il botto. Ma coi buchi), l’iniziativa del Fsb aveva rilevato un’accelerazione nella disclosure delle informazioni non finanziarie climate-related ma un parallelo “arrancare” della divulgazione del potenziale impatto finanziario del “climate change” su business strategy e l’insufficienza nel reporting finanziario di gestori e investitori istituzionali.

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