Assovetro, presentato il primo rapporto di sostenibilità

21 Feb 2020
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Assovetro, l’Associazione nazionale degli Industriali del Vetro aderente a Confindustria, il 18 febbraio ha presentato il suo “Primo Rapporto di Sostenibilità”, realizzato da Ergo, spin off dell’Università Sant’Anna di Pisa. Il documento mira a presentare un quadro chiaro, accurato e completo delle prestazioni dell’industria italiana del vetro dal punto di vista sociale, economico e ambientale. Per la rendicontazione sono state esaminate 18 aziende, 15 produttrici di vetro cavo e tre di vetro piano, che rappresentano, nel loro complesso, il 90% circa della presenza industriale installata in Italia. a. Il periodo di riferimento della rendicontazione
riguarda il triennio 2016-2018. I contenuti del Rapporto sono stati predisposti secondo i Gri Standard 2016 della Global Reporting Initiative.

«La definizione degli argomenti oggetto di approfondimento – si legge in una nota – è stata guidata da un’Analisi della Materialità, realizzata attraverso un incontro dedicato, in cui le aziende sono state chiamate a confrontarsi per identificare i temi e gli indicatori più significativi da affrontare nel primo Rapporto di Sostenibilità associativo». Nello specifico delle performance ambientali, analizzate nel terzo capitolo del report, emerge che la percentuale di energia rinnovabile impiegata sul totale dei consumi di energia elettrica risulta in crescita, dal 15,37% del 2016 al 26,20% del 2018. Mentre le emissioni di CO2 prodotte (pari a 0,33 tonnellate per tonnellata di vetro fuso) «evidenziano un andamento stabile tra il 2017 e il 2018 e in diminuzione rispetto al 2016», ma in questo caso non vengono forniti i delta tra le diverse rilevazioni.

Per quanto riguarda le performance in economia circolare, invece, il report ha registrato un tasso di riciclo del 76,3% (superiore al 66% richiesto dalla normativa italiana e al 75% di quella europea entro il 2030) oltre a una riduzione della produzione di rifiuti e di consumi idrici (l’utilizzo di acqua riciclata è superiore al 44% del totale) e un uso efficiente delle risorse naturali (le certificazioni ambientali sono cresciute del 34%).

Nel quarto capitolo, dedicato alle prestazioni sociali si segnalano passi in avanti nella riduzione del gender gap, ma il rapporto specifica che il settore è ancora composto in maggioranza da uomini (l’87,2% delle risorse), questo influisce sulla percentuale di donne dirigenti, che risulta in crescita nel triennio ma ancora “esigua” al 10,4% della qualifica professionale. La percentuale, però, sale al 19,5 se si sommano anche le «categorie relative a dirigenti e a quadri».

 

 

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