Banca Etica disegna la mappa del 5×1000. Tesoro da 3,5 mld in 9 anni

21 Lug 2017 In Breve Commenta Commenta Stampa Invia ad un amico

Tra 2008 e 2016 (anni fiscali 2006-2014), attraverso il meccanismo fiscale del 5×1000, sono stati erogati ad organizzazioni nonprofit circa 3,5 miliardi di euro (una media annua di 386 milioni). È quanto risulta da uno studio realizzato da Banca Etica «con i dati disponibili a dicembre 2016 – si legge in una nota – per cogliere le principali tendenze in atto e comprenderne le implicazioni economiche e sociali».

Gli enti beneficiari, complessivamente, sono stati 66.315 (una media annua di 37mila). Le preferenze espresse nelle Dichiarazione dei redditi sono state in tutto pari a 109 milioni, con una media annua di 12 milioni di «donatori».

La grande maggioranza delle erogazioni, oltre 2 miliardi di euro, riguardano la Lombardia (1,3 miliardi, il 38% del totale) e il Lazio (circa 700 milioni, il 20%), che insieme raccolgono quasi il 60% dell’intero valore distribuito nei 9 anni. Seguono l’Emilia-Romagna e il Piemonte col 6%, il Veneto col 5% e via via tutte le altre regioni.

In termini di beneficiari, il confronto della distribuzione per categorie evidenzia questa classifica:
1. volontariato e associazionismo sono il principale target del 5×1000, rappresentando il 56% degli enti e poco meno degli importi erogati nei nove anni (il 53% del totale, pari a circa 1,8  miliardi di euro);
2. le associazioni sportive dilettantistiche e le cooperative sociali, altre fondamentali componenti del cosiddetto terzo settore, sono numericamente molto presenti (entrambe con il 13% degli enti, per un totale del 26% dell’universo), ma assai meno efficaci nell’intercettare risorse, cogliendo rispettivamente l’1% e il 4% del totale;
3. completamente opposto il ruolo giocato dalle fondazioni, che rappresentando poco più del 4% degli enti, raccolgono il 36% delle risorse (il 26% solo per la ricerca sanitaria);
4. abbastanza irrilevante la presenza di comuni e pro loco che, conteggiando il 13% degli enti, non superano il 3% delle risorse assegnate.

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