La Csr di Ubs funziona. Premio per il miglior Esg tra i gestori

Uno studio di Refinitiv, ex divisione Financial and Risk di Thomson Reuters, ha confrontato l’integrazione interna dei fattori Esg di 20 asset manager quotati, sulla base di dati pubblici che includono l’uso delle risorse, le emissioni, la gestione del personale, i diritti umani e la strategia di responsabilità sociale.

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Il data provider ha riscontrato che solo tre società (Ubs, State Street e Bny Mellon) hanno ottenuto un punteggio superiore alla media dell’indice Eurostoxx 50. Sui rating Esg complessivi di alcuni gestori patrimoniali pesano molto i punteggi bassi registrati per il fattore governance. Ignites Europe ha riportato il commento di Elena Philipova, responsabile Esg di Refinitiv: «Le società di servizi finanziari hanno maggiori problemi di governance rispetto ad altri settori, anche perché gli standard e le best practice in questo settore variano da Paese a Paese, ma tendono a ottenere punteggi più alti nell’integrazione dei criteri ambientali, avendo meno difficoltà a migliorare l’efficienza energetica e a ridurre gli sprechi».

Secondo Fiona Reynolds, amministratore delegato Pri (Principles for Responsible Investment), «c’è una considerevole differenza tra gli asset manager in termini di integrazione Esg. Non è abbastanza per i gestori patrimoniali esigere attenzione ai fattori ambientali, sociali e di governance da parte delle società in cui investono, devono anche seguire il buon esempio integrandoli all’interno delle loro organizzazioni».

Articolo stampato da: www.eticanews.it
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