report NN IP sulle opportunità alternative

I 6 Kpi per l’engagement nella plastica

3 Giu 2019
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L’engagement di NN Investment Partners punta anche a ottimizzare le opportunità di riduzione, sostituzione o riutilizzo della plastica. In una recente analisi (scarica il documento) gli esperti della casa di investimento olandese hanno studiato le recenti evoluzioni dello scenario e individuato le aree nelle quali l’utilizzo della plastica può essere ridotto, sostituito o modificato. La questione è stata affrontata con tre obiettivi principali: migliorare la raccolta e la gestione dei rifiuti plastici, aumentare la riusabilità e la riciclabilità dei prodotti in plastica, e sostenere l’innovazione verso una produzione più sostenibile della plastica 
e un uso di alternative rinnovabili. In un prospettiva di lungo periodo, tutti gli stakeholder (governi, società, azionisti e cittadini) potranno beneficiare di questa transizione.

Nelle azioni collaborative di engagement sul settore della plastica, abbiamo individuato sei KPI (key performance indicator) per valutare le società e misurare i loro progressi verso gli obiettivi di engagement:

  • Rendicontazione sulle questioni relative alla plastica: le policy aziendali sulla plastica devono essere parte integrante di tutti i processi di governance e delle prassi di rendicontazione.
  • Riduzione dell’uso di materie prime fossili nel processo produttivo: è necessario ridurre le quantità e aumentare l’efficienza.
  • Gestione del rischio: i rischi di sanzioni e/o danni reputazionali riconducibili alla plastica devono essere mappati e minimizzati.
  • Pratiche di riutilizzo e riciclaggio: includono sia le pratiche messe in atto dalla società stessa, sia l’impegno ad aumentare la consapevolezza tra i consumatori.
  • Innovazione: le società devono essere innovative per migliorare il design di prodotto e la produzione responsabile.
  • Collaborazione con gli stakeholder: le società dovranno collaborare tra loro, con i governi e con le altre organizzazioni per ottenere progressi.
UNA STORIA RECENTE

L’uso della plastica è aumentato rapidamente negli ultimi decenni. Secondo le stime dei ricercatori, nella storia dell’uomo sono stati prodotti in totale 8,3 miliardi di tonnellate di plastica, di questi 6,3 miliardi sono diventati rifiuti, per la maggior parte riversati in ambienti marini o trasformati in microplastiche potenzialmente pericolose. Gli imballaggi rappresentano il principale segmento di utilizzo e, dal momento che sono spesso utilizzati una sola volta, la vita del prodotto solitamente è inferiore a un anno. Secondo le stime, inoltre, petrolio e gas rappresentano oltre il 90% delle materie prime utilizzate per produrre la plastica e questo comporta ulteriori ricadute sotto il profilo ambientale.

I VANTAGGI DELLA PLASTICA

Non bisogna tuttavia trascurare le caratteristiche positive 
delle plastica. Ha un costo di produzione limitato, è leggera, flessibile e durevole, tutte caratteristiche che offrono diversi vantaggi rispetto all’uso di altri materiali quali vetro,
 carta o alluminio. Oltre ai minori costi di trasporto, anche la plastica utilizzata nei mezzi di trasporto (auto, camion, aerei) consente di ridurne il peso complessivo e, quindi, il costo del carburante. Un altro fattore interessante riguarda gli imballaggi in plastica, che aiutano a prevenire lo spreco di cibo,
 perché migliorano l’igiene e la sicurezza, e contribuiscono 
a prolungare la durata a scaffale di molti prodotti. L’uso della plastica per l’isolamento comporta, inoltre, un minore utilizzo complessivo di energia. I materiali isolanti in plastica possono ridurre il consumo di energia del 16% rispetto all’isolamento 
con materiali alternativi. La plastica può anche contribuire alla transizione energetica. I pannelli solari e i componenti delle pale eoliche, infatti, spesso contengono parti in plastica.

LA PLASTICA PUÒ ESSERE SOSTITUITA?

Non esiste una soluzione unica; piuttosto, è necessario adottare una serie di cambiamenti. Un modo per ridurre l’uso della plastica è sostituirla con materiali alternativi in alcuni prodotti. In una prospettiva ambientale, le bioplastiche appaiono promettenti, ma anche in questo caso non mancano i problemi. Per esempio, alcune plastiche biodegradabili, definite “compostabili a livello industriale”, richiedono condizioni specifiche per degradarsi completamente. Inoltre, gli attuali livelli di produzione delle bioplastiche sono assai inferiori a quelli della plastica tradizionale. Anche materiali più tradizionali (come la carta, il vetro e l’alluminio) possono rappresentare possibili sostituti per la plastica, in alcuni casi, tuttavia, i vantaggi ambientali derivanti sono limitati o incerti.

IL RUOLO DEGLI STAKEHOLDER

La transizione verso un’economia della plastica più sostenibile richiede iniziative e collaborazione a diversi livelli. A livello nazionale e internazionale, i governi e le organizzazioni intergovernative hanno la responsabilità di incoraggiare e incentivare imprese e cittadini a ridurre l’uso della plastica. Sempre più Paesi stanno adottando divieti su alcuni tipi di plastiche monouso. E l’Ue ha recentemente approvato il divieto totale 
per una serie di oggetti in plastica monouso, tra i quali cannucce, piatti e stoviglie.

A loro volta, le imprese sono responsabili dell’integrazione delle bioplastiche e di altri sostituti della plastica nelle loro filiere. L’eccessiva dipendenza dalla plastica potrebbe diventare un importante fattore di rischio, in quanto le norme in materia continuano ad aumentare. Il mondo delle imprese avrà un ruolo importante anche per
 la domanda di plastica riciclata. Questo sforzo sarà essenziale nella transizione verso un’economia della plastica più circolare e sarà probabilmente sostenuto dagli enti normativi.

Una maggiore consapevolezza pubblica sulle questioni legate all’uso della plastica dovrebbe infine spingere i singoli individui a ridurre al minimo il proprio consumo di plastica contribuendo alla transizione principalmente in tre modi: scegliere con maggiore attenzione i prodotti evitando quelli usa-e-getta; considerare la possibilità di riutilizzare i prodotti in plastica (ad esempio, i sacchetti); smaltire correttamente
 la plastica usata, perché  possa essere raccolta e riciclata.

CATALIZZARE L’AZIONE ATTRAVERSO L’ENGAGEMENT. QUALI I PASSI DA COMPIERE

Le sfide relative all’uso della plastica sono diventate uno dei temi dell’engagement di NN Investment Partners con le aziende coinvolte nella catena di valore della plastica. Per affrontare il problema è necessario focalizzarsi sulle industrie che fanno un uso più intensivo della plastica:
 beni di consumo, automotive ed elettronica.
 NN Investment Partners ha individuato in particolare tre aree di miglioramento, sulle quali verte il confronto nell’ambito dell’engagement con le società (vedi figura 4).

engagement/1 – RACCOLTA E GESTIONE DEI RIFIUTI

È possibile promuovere la gestione e il recupero dei rifiuti aumentando il valore residuo della plastica dopo l’utilizzo, 
per esempio con incentivi finanziari diretti per l’industria a fronte di aggiustamenti al design di prodotto e all’aumento della riciclabilità, e quindi il valore dopo l’utilizzo. Questo trend sarà sostenuto dalla maggiore responsabilità del produttore: se le aziende sono più responsabili per ciò che accade ai propri prodotti dopo la loro vita utile, saranno altresì obbligate a ripensare il design di prodotto 
e la riciclabilità. Parte di questa responsabilità può diventare obbligatoria per legge, ma noi incoraggiamo le società ad agire anche proattivamente. Oltre ad attuare misure per ridurre la quantità di plastica dispersa nei sistemi naturali, è necessario recuperare la plastica che 
è già stata abbandonata. Questa responsabilità non compete necessariamente alle società, ma il mondo delle imprese, se vuole, può comunque contribuire al processo.

engagement/2 – MIGLIORE RIUTILIZZO E RICICLAGGIO

Altro obiettivo è aumentare la percentuale
 di riciclaggio della plastica raccolta. In Europa, il 2016 è stato il primo anno in cui si è riciclata più plastica (31%)
 di quella conferita in discarica (27%), ma il trend verso un maggiore riciclo è già evidente da diversi anni: tra il 2006 e il 2016 la quantità di plastica riciclata è aumentata del 79 per cento. Oltre a essere raccolti in maniera efficace, i rifiuti devono essere differenziati separando la plastica dagli altri materiali. Al tempo stesso è necessario limitare l’ampia diversità di plastiche in uso per facilitare un riciclaggio più efficiente. Se si vuole migliorare il riciclaggio, dovrà esserci un mercato per la plastica riciclata ed è essenziale la standardizzazione. Incoraggiamo fortemente le società a impegnarsi per individuare soluzioni che contemplino un maggiore utilizzo della plastica riciclata nei loro prodotti.

engagement/3 – INNOVAZIONE per le alternative

Per rendere l’industria della plastica più sostenibile e orientarla verso un’economia circolare è necessario aumentare l’impegno nelle attività di ricerca e sviluppo. La spesa R&D può contribuire alla standardizzazione dei tipi di plastica e ai controlli di qualità della plastica riciclata, nonché a scollegare la produzione della plastica dalle materie prime fossili per passare ad alternative rinnovabili.

L’IMPEGNO DI NN IP VERSO SOLUZIONI SOSTENIBILI

In NN IP ci impegniamo al massimo anche per ridurre l’uso della plastica nei nostri uffici. Presso la sede centrale de L’Aja, l’attenzione a evitare la plastica monouso è stata un obiettivo chiave del 2018: “Plastic Free July” e “Sustainable September” sono le due iniziative, della durata di un mese ciascuna, organizzate per ridurre l’uso della plastica e aumentare la sostenibilità. Abbiamo inoltre siglato una partnership con Plastic Whale Circular Furniture, un’impresa di Amsterdam che realizza mobili da ufficio di alta gamma a partire dalla plastica ripescata nei canali della città. Anche le nostre sedi in Italia e in Germania hanno adottato una serie di provvedimenti per ridurre i rifiuti plastici nell’ambiente. NN IP Italia ha aderito a PlasticLess, un progetto finalizzato 
a ridurre l’inquinamento raccogliendo i rifiuti plastici che si accumulano nei porti e nelle marine.  In NN IP siamo consapevoli che anche piccoli cambiamenti possono contribuire a fare una grande differenza nel lungo periodo.

 

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