LAB governance Selection è lo spazio dedicato ad analisi, statistiche, contributi e commenti che fanno il punto su temi specifici del mondo della governance integrata. Una sorta di rassegna di aggiornamento sul fronte degli ESG, i modelli di business aziendali e le richieste degli investitori. È accessibile attraverso la newsletter dedicata al LAB.
Il servizio è riservato ai partner dell’ESG governance LAB.

Climate Disclosure Standard Board

“Accounting for climate. Integrating climate-related matters into financial reporting”

Il Climate Disclosure Standard Board (Cdsb) ha pubblicato una guida per l’integrazione delle  tematiche climatiche nel reporting finanziario. «Questa guida  ̶  afferma il Cdsb  ̶   non cerca di creare un nuovo standard di rendicontazione in relazione alle questioni climatiche ma muove dalla posizione dell’International Accounting Standards Board (Iasb) su come le tematiche collegate al clima dovrebbero essere integrate nel reporting finanziario sulla basse degli attuali International Financial Reporting Standards (Ifrs)». Sono tre le domande a cui cerca di rispondere la guida:

  • Sono le questioni legate al clima rilevanti per il reporting finanziario? (capitolo 1)
  • Come le questioni legate al clima dovrebbero essere incluse in un financial report e in quale modalità? (capitolo 2)
  • Quali passi le società dovrebbero compierte per integrare le questioni legate al clima nel reporting finanziario? (capitolo 3)

La guida è poi corredata da un’interessante Appendice che presenta:

  • Una serie di esempi illustrativi di una serie diversificata di questioni legate al clima e di come queste devono essere considerate con riferimento agli Standard Ifrs e come potrebbero essere incluse nel financial report.
  • Le leggi e i regolamenti sulla disclosure legata al clima nelle varie giurisdizioni
  • Il ruolo degli auditor in relazione all’impatto delle questioni legate al clima sul reporting finanziario
  • Una carrellata di studi e analisi a supporto dell’importanza conferita dagli investitori alla Tcfd
Climate transition finance e Icma

“Climate transition finance Handbook. Guidance for issuers”

Il documento vuole fornire una guida chiara sulle pratiche, le azioni e la disclosure necessaria quando si va a raccogliere risorse sul mercato del debito con scopi collegati alla transizione climatica. Questo concetto si focalizza primariamente sulla credibilità di un’emittente sugli impegni e sulle pratiche collegate al climate change. La guida è pensata sia per le emissioni i cui proventi sono legati a progetti specifici (green bond, social bond) sia per emissioni relative a scopi aziendali più ampi (Sustainability-linked bond principles). Il paper non punta a fornire definizioni o tassonomie di progetti di transizione. Piuttosto vuole rendere maggiormente chiaro il livello di disclosure raccomandato per posizionare credibilmente l’emissione per finanziare la transizione. Il documento individua quattro elementi chiave delle raccomandazioni:

  • La strategia di transizione e la governance dell’emittente
  • La materialità ambientale del business model
  • I target “science-base” della strategia di transizione
  • L’implementazione della trasparenza

«Gli emittenti che deisderano assegnare un’etichetta agli strumenti – si legge nel report – possono valutare di citare in connessione con l’emissione il riferimento a questa guidance Climate Transition Finance Handbook 2020».

IESE Business School

“The Big Three and Corporate Carbon Emissions Around the World”

Il paper esamina il ruolo delle “Big Three” (BlackRock, Vanguard e State Street Global Advisors) nella riduzione delle emissioni di carbonio da parte delle aziende nel mondo. Usando i dati dell’engagement delle Big Three con singole aziende, gli autori (José Azar, Miguel Duro, Igor Kadach, Gaizka Ormazabal) rilevano che i tre colossi degli investimenti focalizzano il proprio engagement sulle grandi aziende con alte emissioni di Co2 di cui detengono quote significative. Coerentemente con il fatto che questo engagement risulta efficace, lo studio, pur precisando che non è possibile stabilire una relazione di causa-effetto, trova una solida e forte associazione negativa tra la presenza nell’azionariato delle Big Three e le successive emissioni di carbonio tra le aziende dell’indice Msci, uno schema che diventa forte negli anni più recenti del periodo di riferimento, dal momento che i tre asset manager si sono impegnati pubblicamente ad affrontare le questioni Esg.

 

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