ET.DIRECTORIES - I PROTAGONISTI DELLE ULTIME TRE SETTIMANE

Quelli che… fanno sostenibilità/ 50

Nel corso delle ultime settimane, ETicaNews ha coinvolto o menzionato una serie di protagonisti del business sostenibile e responsabile. Di seguito, ne riportiamo alcuni, con una breve sintesi di ciò che hanno detto e delle posizioni che hanno espresso, con rimando al relativo articolo. Queste persone sono solo una minima parte delle centinaia di protagonisti che ETicaNews ha incrociato nel suo percorso, e che stiamo raccogliendo nelle nostre Directories [1], per offrire un riferimento unico ai professionisti dell’economia e finanza responsabile. Il servizio Directories fa parte del pacchetto ET.pro [2].

ABBIAMO PARLATO CON…

Karim Tonelli [3], Investor Relations and Performance Management Director di Aquafil

INTERVISTA: Aquafil: «La sfida è la “misurazione”» [4]

Le tematiche ambientali, sociali e di governance (Esg) guadagnano interesse all’interno della comunità finanziaria, anche grazie al supporto di normative internazionali, attori di mercato e singoli investitori, che hanno contribuito ad amplificare, nel tempo, l’importanza della sostenibilità. Ma ci sono ancora spazi di conoscenza da colmare. In particolare, «il mondo Esg, è spesso percepito come una materia ancora poco certa e identificabile», sostiene Karim Tonelli, Investor Relations and Performance Management Director di Aquafil, società trentina che si occupa di filati sintetici prodotti in modo green e quotata in Borsa italiana a dicembre 2017. L’IR Director parla dell’importanza di un sistema di certificazione condiviso, che favorisca l’identificazione delle informazioni Esg da parte degli investitori. E anche se non si sono ancora avviati roadshow Sri, il tema è presente in call e incontri.

ABBIAMO PARLATO CON…

Antonio Iaquinta [5], responsabile del business istituzionale di State Street Global Advisors (Ssga) Italia

ARTICOLO: Ssga: «Caos Esg? R-Factor guida l’azienda» [6]

Da un lato la rapida crescita degli investimenti Esg. Dall’altro, la difficoltà delle aziende nel comprendere quali dati siano realmente interessanti per gli investitori. A questo si aggiunge la complessità dei rating Esg che sono costruiti su criteri e metodologie tra loro diverse. Il rischio per il sistema di questa complessità è il greenwashing. Nasce così l’idea di un nuovo punteggio, lanciato a giugno 2019, che cerchi di semplificare il linguaggio con cui si parlano aziende e investitori, fornendo alle prime una guida per la rendicontazione e ai secondi una chiave di lettura per conoscere se e come gli Esg creano valore nel portafoglio. «In questa fase, è importante fare ordine. Con questo obiettivo abbiamo lavorato a un nuovo sistema di scoring chiamato R-Factor che superi la mancanza di un quadro condiviso e accettato sugli Esg e aiuti clienti e investitori a gestire gli Esg eliminando le congetture sulla reportistica», spiega Antonio Iaquinta, responsabile del business istituzionale di Ssga Italia.

ABBIAMO PARLATO CON…

Alessandro Cattani [7], amministratore delegato del Gruppo Esprinet

INTERVISTA: Esprinet: «Sri, al settore non lo chiedono» [8]

La richiesta da parte degli investitori, che per alcune società ha dato l’abbrivio a call o meeting specificatamente orientati sulla finanza Sri (socially responsible investment), non si manifesta in tutti i settori. E, appunto, la differenza tra settori economici funge da sottostante per l’attività degli Ir e di quanti, all’interno della C-suite, si relazionano regolarmente con gli investitori, intercettandone esigenze e tendenze. Alessandro Cattani, amministratore delegato del Gruppo Esprinet, rileva come gli investitori non abbiano ancora avviato richieste Sri. «Solo di recente, perlopiù da parte degli investitori esteri, le aree di interesse cominciano a includere anche una conoscenza più circostanziata della governance aziendale».

ABBIAMO PARLATO CON…

Lucia Latrofa [9], Svp Pianificazione, metodologie di audit e sistema di controllo interno di Eni

INTERVISTA: «La sfida Eni: dati non financial blindati» [10]

L’internal audit è chiamato a giocare un ruolo articolato e su più fronti in relazione alla Dichiarazione non finanziaria. La riflessione è stata portata avanti dall’Associazione italiana internal auditor (Aiia) in un paper pubblicato nel 2018, a cui ha collaborato anche Lucia Latrofa, Svp Pianificazione, metodologie di audit e sistema di controllo interno di Eni e coordinatore del gruppo di lavoro sulla Dnf dell’Aiia. In questa intervista a ETicaNews, Latrofa spiega come sta evolvendo il lavoro dell’internal auditor, un facilitatore che conosce tutti i fronti dell’azienda e che è destinato a fare sempre più la differenza, in relazione ai dati non finanziari. Con l’attenzione rivolta alla prossima sfida: la gestione efficiente del dato.

ABBIAMO PARLATO CON…

Victoria Leggett [11], Head of Impact Investing & Portfolio Manager di Union Bancaire Privée

INTERVISTA: Ubp: «Un buon Esg non significa impact» [12]

Ancor più della tassonomia Ue, la cui entrata in vigore è posticipata al 2022, sarà la consapevolezza dei clienti ad allontanare il rischio greenwashing dall’arena degli investimenti sostenibili. A esserne convinta è Victoria Leggett, Head of Impact Investing & Portfolio Manager di Union Bancaire Privée che, nel tirare le somme del primo anno di attività del fondo “Positive impact equity” di Ubp, si concentra sulle differenze fondamentali tra strategie Esg e strategie impact. Mentre nel primo caso l’approccio si limita alla misurazione dei parametri ambientali, sociali e di governance di un’azienda, nel secondo caso la lettura non può prescindere dall’impatto che l’attività economica ha sulla società e sull’ambiente, misurabile anche con approcci differenziati, caso per caso. Leggett sostiene anche che il fondo sia già pronto per la tassonomia Ue: «Dovrà essere uno strumento di supporto», ma è importante che sia «applicabile e rilevante».

Articolo stampato da: www.eticanews.it
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[1] Directories: https://www.eticanews.it/et-pro/et-directories

[2] ET.pro: https://www.eticanews.it/et-pro

[3] Karim Tonelli: https://www.eticanews.it/?s=Karim+Tonelli

[4] Aquafil: «La sfida è la “misurazione”»: https://www.eticanews.it/finanza-sri/aquafil-la-sfida-e-la-misurazione/

[5] Antonio Iaquinta: https://www.eticanews.it/?s=Antonio+Iaquinta

[6] Ssga: «Caos Esg? R-Factor guida l’azienda»: https://www.eticanews.it/csr/rating-meno-congetture-col-fattore-r/

[7] Alessandro Cattani: https://www.eticanews.it/?s=Alessandro+Cattani

[8] Esprinet: «Sri, al settore non lo chiedono»: https://www.eticanews.it/finanza-sri/esprinet-sri-al-settore-non-lo-chiedono/

[9] Lucia Latrofa: https://www.eticanews.it/?s=Lucia+Latrofa

[10] «La sfida Eni: dati non financial blindati»: https://www.eticanews.it/csr/la-sfida-eni-dati-non-financial-blindati/

[11] Victoria Leggett: https://www.eticanews.it/?s=Victoria+Leggett

[12] Ubp: «Un buon Esg non significa impact»: https://www.eticanews.it/social-impact/ubp-greenwashing-basta-la-trasparenza/

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