Ceres ha presentato l'Investor Water Toolkit

Qual è il rischio idrico di un indice?

News 9 Gen 2018 Risparmio SRI Commenta Commenta Stampa Invia ad un amico

L'associazione ha creato un modello in grado di analizzare l'esposizione di un indice ai pericoli di una crisi idrica. La simulazione su cinque benchmark globali indica che circa la metà delle aziende si posiziona nella fascia di rischio medio-alto

Oro blu. L’acqua è da tempo in cima alla classifica del rischio finanziario e sociale stilata dal World Economic Forum e si sono moltiplicati studi e strumenti che hanno l’obiettivo di far fronte alla riduzione di un bene fondamentale per qualsiasi forma di vita sul nostro pianeta. Sotto un profilo meramente finanziario, ultimo, in ordine di tempo, è arrivato il Ceres Investor Water Toolkit.

Come riportato anche dalla rassegna sostenibile di ETicaNews (OB/119 – Ceres c’è, nell’acqua), Ceres, associazione non profit focalizzata sugli investimenti Sri, ha elaborato un tool in grado di analizzare il water risk all’interno di un determinato indice. La società, dunque, ha mosso un passo in avanti rispetto a quanto fatto fino a oggi, allargando l’analisi non tanto a una società o a un fondo, ma al rischio globale insito in un benchmark determinato dai singoli rischi di tutte le sue componenti. E questo rende possibile, inoltre, l’analisi incorporata in ogni asset class, dal reddito fisso al private equity.

L’esposizione al rischio idrico per gli investitori può essere, infatti, molto diversa rispetto all’esposizione a quello aziendale, poiché è necessario valutare i rischi insiti in tutti i portafogli, inclusa l’esposizione aggregata alle industrie o alle regioni geografiche. E dato che le imprese di investimento possono possedere centinaia, se non migliaia, di società o titoli, gli investitori devono anche dare la priorità a quali entità ricercare. «Gli investitori sono sempre più concentrati sui rischi idrici nei loro portafogli, dal momento che la loro “immediatezza” può significare la distruzione totale dei valori da un giorno all’altro», ha sostenuto Monika Freyman, director of investor engagement on water a Ceres, in occasione del lancio dell’Investor Water Toolkit, diffuso lo scorso 5 dicembre insieme a un’analisi del rischio idrico contenuta nei principali indici globali: MSCI World, MSCI Emerging Markets, S&P 500 e Russell 3000. Ceres ha utilizzato le materiality maps e indicators del Sustainability Accounting Standard Board (Sasb) e li ha incrociati con gli algoritmi contenuti nel suo tool per classificare le industrie in base ai rischi idrici. Da quanto emerso, i quattro indici hanno una maggiore percentuale di industrie a rischio medio-alto, con un quarto di aziende attive nel fossil fuel a sollevare la percentuale negativa “high” e circa un terzo ad alimentare il rischio “medium” con le aziende farmaceutiche e quelle attive nel real estate.

Il Ceres Investor Water Toolkit, arriva come risposta a un’esigenza che si era presentata da tempo «per gli investitori istituzionali che hanno a lungo cercato una guida per integrare i rischi idrici nella gestione del portafoglio e nel processo decisionale». Realizzato in collaborazione con oltre 40 membri del Ceres Investor Water Hub, il tool è il risultato di un gruppo di lavoro di oltre 90 società di investimento istituzionali a livello mondiale all’interno della Ceres Investor Network on Climate Risk and Sustainability. I membri che producono il toolkit gestiscono collettivamente asset per oltre 6mila miliardi di dollari.

Raffaela Ulgheri

@raffaelaulgheri

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