Indagine su 239 investitori al Salone del Risparmio

SdRX, sondaggio M&G: «Conosci l’Esg?»

9 Mag 2019
News Risparmio SRI Commenta Stampa Invia ad un amico
La società ha sottoposto un questionario agli investitori professionali. Obiettivo della ricerca: indagare il livello di conoscenza sui temi sostenibili e analizzare le prospettive che il nuovo corso imprimerà al mondo della finanza

Gli investimenti sostenibili sono «destinati a cambiare il paradigma», ma ci sono ancora margini di miglioramento sulla conoscenza degli Esg (Environmental, social and governance). È quanto emerge da un sondaggio svolto da M&G Investment durante il Salone del Risparmio dal 2 al 4 aprile 2019 a Milano. La società di asset management ha sottoposto una serie di interrogativi a 239 investitori professionali nel corso della tre giorni milanese, quest’anno dedicata integralmente ai temi della sostenibilità, e ETicaNews ha avuto la possibilità di consultare i risultati in anteprima. Obiettivo della ricerca è stato quello di indagare il livello di conoscenza e di consapevolezza sul tema e analizzare, in questo modo, le prospettive e le possibilità che il nuovo corso imprimerà al mondo della finanza.

CINQUE DOMANDE SUGLI ESG

La quasi totalità degli intervistati (93%) ha risposto affermativamente al primo quesito volto a capire se, dal punto di vista degli investitori, Esg e investimenti sostenibili sono destinati ad avere un’azione futura e permanente sul paradigma finanziario; soltanto un 7% ha dimostrato delle resistenze, e ha identificato la sostenibilità come una moda passeggera.

Opinione positiva anche sull’importanza degli Esg nella selezione degli investimenti: se l’11% ha dichiarato che  i fattori ambientali, sociali e di governo societario sono “molto importanti” per le decisioni di investimento, la stragrande maggioranza (66%) ha confermato che la loro importanza è “crescente”, mentre il 17% ha indicato di tener conto dei parametri “in maniera ragionevole”; anche in questo caso soltanto il 6% degli intervistati ha riferito che, in realtà, i fattori contano “molto poco” nelle scelte di investimento.

Se da un lato, la percezione della crescente importanza della sostenibilità è, dunque, confermata, dall’altro si riscontrano delle debolezze sul fronte delle “competenze” in materia da parte degli investitori e sulla diffusione delle conoscenze relative. Alla domanda su quanto sia approfondita la conoscenza dei parametri Esg tra i clienti, infatti, gli investitori professionali hanno segnalato la necessità di aumentare le conoscenze: il 47,7% delle risposte è stata “molto poca” seguita da un 29,7% di rispondenti più cauti che hanno risposto con “abbastanza”, per il 20,1% tale conoscenza è “in aumento” ma arriva a essere  “eccellente” soltanto nel 2,5% dei casi.

Per quanto riguarda la percezione su quale sia l’origine della spinta a investimenti più sostenibili, l’indagine riscontra una sorta di “moto congiunto”: nel 74,5% dei casi, chi ha risposto ritiene che il driver sia duplice, ossia che a spingere siano le società di asset management cosi come la domanda dei clienti; secondo il 24,3% delle risposte, l’azione è operata soltanto dalle società di asset management, mentre la richiesta esclusiva da parte dei clienti si è verificata soltanto nell’1,3% dei casi. L’ultima domanda è stata riservata alla disclosure Esg. È stato chiesto, infatti, agli investitori quanto ritenessero chiari i principi Esg adottati dalle imprese di investimento. Il 76% del campione si è detto soddisfatto in parte, e ha risposto che le informazioni sono “chiare, ma c’è bisogno di maggiore approfondimento”, il 9% ha sostenuto che sono “molto chiare”, mentre per il 15% le società potrebbero fare di più.

Il campione della ricerca era composto al 75% da investitori di sesso maschile, il restante 25% di sesso femminile, provenienti da tutta Italia (il 45% dalla Lombardia), la maggior parte dei quali (68%) di età compresa tra i 40 e i 60 anni.

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