analisi del consuntivo di ISS governance
Assemblee Usa, nel far west Esg i ceo rischiano (la pelle)
Anche i segnali più cupi che arrivano dalle assemblee delle società americane, possono tradursi in mattoni preziosi per la consapevolezza Esg. Il “Top Governance & Stewardship Trends for 2026” di Iss Governance, uno dei principali proxy advisor globali, contiene un patrimonio informativo difficilmente eguagliabile, in quanto testimonianza diretta raccolta dal campo. E non deve essere sminuente il fatto che il campo sia quello Usa. Ovviamente, perché si tratta della principale economia mondiale. Soprattutto, perché gli Usa sono un’arena dove tradizionalmente non esistono i mezzi toni, perciò i trend appaiono in modo spesso eccessivo, ma per tale ragione in modo ben delineato.
Ebbene, quali segnali si possono cogliere dal report in questione, e quale interpretazione si può azzardare?
IL CALO DELLE PROPOSTE ESG
L’osservazione di partenza riguarda il tangibile calo delle proposte Esg nelle assemblee. «Nel 2025, sia il numero di proposte ambientali e sociali degli azionisti (di seguito “proposte E&S”) presentate sia quelle che sono state inserite nelle schede elettorali sono diminuite in modo significativo. Nel 2025, 504 proposte E&S sono state presentate alle società statunitensi, di cui 253 sono state inserite nelle schede elettorali. In confronto, alla fine del 2024, 637 proposte E&S sono state presentate e 417 sono state sottoposte al voto degli azionisti».
Iss lo definisce “un brusco calo”. Ma trova più di una giustificazione. Tra le motivazioni, al primo posto c’è, ovviamente, quello del clima politico americano. In particolare, la politica ha influito in modo sensibile sugli aspetti “diversity e inclusion” (Dei), che sono stati davvero falcidiati nel 2025. Inoltre, il clima ha istigato l’esplosione delle proposte anti-Esg. «Una tendenza – si legge nel documento – che ha controbilanciato la diminuzione complessiva del numero di proposte E&S è stato il continuo aumento della presentazione delle cosiddette proposte anti-ESG. Nel 2025, queste sono diventate collettivamente il tipo di proposta E&S più frequentemente presentato».
DALLA CRESCITA ALLO SCONTRO
Non si tratta, dunque, di una resa degli Esg. Al contrario, Iss si attende che le mozioni climatiche rimangano in auge nel 2026, condite anche dallo spettro IA, sia sul fronte consumi energetici, sia sul fronte etico.
Ciò che si avverte nel report di Iss, invece, è un innalzamento dello scontro. Nel documento si evidenzia come i primi interventi regolamentari della Sec abbiano già consentito alle società americane di moltiplicare la linea dura verso le mozioni riguardanti la sostenibilità. «Le linee guida hanno reso più facile per le aziende giustificare l’esclusione delle proposte relative a questioni ambientali e sociali. Alla fine dell’anno, è stato registrato un numero record di 111 proposte relative a questioni ambientali e sociali che sono state omesse, rispetto alle 45 del 2024 e alle 36 del 2023».
E le cose non miglioreranno. «L’impatto della decisione della Sec del novembre 2025 di non rispondere alla maggior parte delle richieste di non intervento ai sensi della Rule 14a-8 (vedi articolo Stop azionisti Esg, la Sec acconsente) avrà probabilmente un impatto significativo sulle proposte degli azionisti relative a E&S nelle società statunitensi nel 2026. Resta da vedere se il numero di proposte degli azionisti in materia di E&S che saranno sottoposte a votazione diminuirà, dato che le società hanno ora il via libera per omettere le proposte, o se aumenterà, perché le società saranno più caute nell’escludere le proposte al fine di evitare potenziali azioni legali».
IL RITORNO DEL FAR WEST
Perché questa linea dura delle aziende? Difficile una risposta univoca. È probabilmente un mix di esasperazione e opportunismo.
Molto più interessante è interpretare questa situazione legandola a un altro dato sorprendente che emerge dal report di Iss: l’impennata delle spese per la sicurezza dei manager. «Gli investitori – si legge – potrebbero continuare a vedere aumenti nei benefici accessori legati alla sicurezza nel 2026. Negli ultimi tre anni, la prevalenza dei benefit legati alla sicurezza è aumentata a un ritmo molto più elevato rispetto ad altri comuni benefit per gli amministratori delegati dell’S&P 500, poiché molte aziende hanno rivalutato la necessità di protezioni di sicurezza nuove o potenziate per i loro dirigenti di alto livello. Il valore mediano dei benefici accessori legati alla sicurezza è aumentato di quasi il 50% nell’S&P 500 dall’anno fiscale 2022 all’anno fiscale 2024, e si prevede che continuerà a crescere alla luce dei recenti eventi che hanno suscitato preoccupazioni in materia di sicurezza dei dirigenti».
Le aziende Usa, insomma, sembrano riflettere il generale clima di scontro che inquina la società americana e rende i top manager un potenziale bersaglio.
È un azzardo stimare quanto influisca la crociata anti-Esg (dentro e fuori le assemblee) a questo clima generale.
Ma è bello pensare che il sistema, di fronte a queste derive, rifletta sull’occasione di mozioni assembleari Esg finalizzate non solo a interrogarsi su “quale azienda vogliamo nel futuro”. Bensì a chieder conto di “quale comunità l’azienda vuole costruire in futuro”.
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