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Rassegna stampa aumentata ESG/ 440
La “Rassegna stampa aumentata ESG” di ETicaNews, è un resoconto di analisi e commenti, principalmente orientato a livello internazionale, che punta la lente su alcuni dei principali snodi dell’informazione sui temi di sostenibilità negli ultimi sette giorni. Dando la precedenza agli argomenti su cui l’attenzione di ETicaNews è costante.
ue, ridimensionato l’acciaio green nella legge “Made in Europe”
- OGGETTO – L’Unione europea ha pubblicato la proposta di legge “Industrial Accelerator Act”, ma ha accantonato i piani per un’etichetta volontaria per l’intensità delle emissioni per l’acciaio
- DATA – 3 marzo 2026
- FONTE – EU axes steel emissions label from ‘made in Europe’ law, draft shows
- PAROLE CHIAVE: Unione europea, legge, “Made in Europe”, emissioni di carbonio, acciaio verde, etichetta, industria
L’Unione europea ha pubblicato la proposta di legge “Industrial Accelerator Act”, dopo ripetuti rinvii, con l’obiettivo di aumentare la domanda di tecnologie e prodotti “Made in Europe” a basse emissioni di carbonio. Tuttavia, in una modifica dell’ultimo minuto, ha accantonato i piani per un’etichettatura volontaria per l’intensità delle emissioni per l’acciaio, che inizialmente avrebbe dovuto contribuire a rendere l’acciaio verde un elemento centrale negli sforzi per rilanciare le industrie. La mossa rappresenta un duro colpo per i produttori di acciaio a basse emissioni di carbonio, che avevano chiesto l’etichetta per rendere i loro prodotti più visibili e attraenti per i consumatori. Alcuni dipartimenti della Commissione europea, invece, hanno espresso preoccupazione che l’etichetta avrebbe creato una burocrazia più complessa per le aziende, in vista dell’elaborazione di un’altra legge Ue sull’etichettatura dei prodotti per affrontare il problema delle emissioni dell’acciaio.
GLI ASSET OWNER Net zero sPingono sulla transizione
- OGGETTO – La Net Zero Asset Owner Alliance ha introdotto obiettivi incentrati sulla transizione nel quinto aggiornamento del suo framework
- DATA – 7 marzo 2026
- FONTE – NZAOA adds transition targets to revised target-setting framework
- PAROLE CHIAVE: Net Zero Asset Owner Alliance, framework, firmatari, obiettivi, transizione, soluzioni climatiche, engagement, gestori patrimoniali, emissioni, portafoglio
La Net Zero Asset Owner Alliance (Nzaoa) ha pubblicato la quinta edizione di aggiornamento del suo framework. Tra le principali novità, l’Alleanza consentirà ai firmatari di stabilire obiettivi per gli investimenti in transizione, inoltre il gruppo ha inasprito le richieste relative alle soluzioni climatiche e all’engagement dei gestori patrimoniali. I firmatari potranno stabilire un obiettivo per aumentare la copertura del portafoglio di asset “allineati alla transizione” in settori ad alte emissioni. Questi obiettivi dovrebbero coprire almeno l’80% delle emissioni del portafoglio e almeno azioni e obbligazioni societarie quotate. Nell’ambito del quadro di definizione degli obiettivi dell’Alleanza, infatti, i firmatari devono stabilire obiettivi in tre aree su quattro, una delle quali deve essere l’engagement. L’introduzione di obiettivi incentrati sulla transizione riflette un consenso comune tra i firmatari, con sempre più investitori che si stanno ponendo questi obiettivi.
Morgan Stanley: investitori esg sempre più attratti dalla difesa
- OGGETTO – Un’analisi di Morgan Stanley prevede che i fondi con obiettivi di investimento sostenibile sono destinati a diventare importanti finanziatori dell’industria della difesa
- DATA – 4 marzo 2026
- FONTE – Morgan Stanley Sees Huge Flows Into Defense as Funds Drop Limits
- PAROLE CHIAVE: Morgan Stanley, fondi, obiettivi, Esg, investimenti, industria della difesa, Europa, Msci, armi
Un’analisi di Morgan Stanley prevede che i fondi con obiettivi di investimento sostenibile sono destinati a diventare importanti finanziatori dell’industria della difesa, poiché le tensioni geopolitiche e la guerra stanno ridefinendo il significato di investimenti ambientali, sociali e di governance (Esg). Gli analisti prevedono che i fondi sostenibili con sede in Europa potrebbero potenzialmente aggiungere una cifra compresa tra 38 e 71 miliardi di dollari di nuovi capitali ai titoli aerospaziali e della difesa globali. La stima, che presuppone un aumento delle esposizioni in linea con gli indici di riferimento Msci, si basa su due scenari. La stima più bassa presuppone che i fondi che attualmente non hanno esposizione al settore aerospaziale e della difesa (circa il 40% delle attività Esg in gestione), aumentino la loro esposizione portando a flussi per 38 miliardi di dollari.
dei, aziende usa sempre meno performanti
- OGGETTO – Secondo una classifica di Equileap, il numero di aziende statunitensi tra le 100 più performanti in termini di diversità, equità e inclusione ha continuato a diminuire
- DATA – 4 marzo 2026
- FONTE – US companies slide down Equileap gender equality benchmark
- PAROLE CHIAVE: Equileap, Stati uniti, aziende, Dei, donne, divario retributivo, consigli di amministrazione, leadership
Secondo una classifica di Equileap, il numero di aziende statunitensi tra le 100 più performanti in termini di diversità, equità e inclusione (Dei) ha continuato a diminuire. Nonostante rappresentino quasi la metà delle aziende nei mercati sviluppati coperte dal benchmark di Equileap, solo sette aziende statunitensi sono entrate nella top 100 nel 2026, in calo rispetto alle 11 del 2025, alle 15 del 2024 e alle 17 del 2023. Negli Stati Uniti, solo il 15% delle aziende valutate ha riportato il divario retributivo, il dato più basso tra tutti i mercati analizzati, anche se in miglioramento rispetto all’8% del 2022. È emerso che negli Stati Uniti le donne presentano in media solo il 32% dei consigli di amministrazione, rispetto al 44% del Regno Unito e al 46% della Francia, la migliore della categoria. Le donne rimangono significativamente sottorappresentate anche nella leadership aziendale statunitense: rappresentano l’8% dei ceo, il 18% dei Cfo e il 10% dei presidenti del board.
le big lanciano iniziativa contro i superinquinanti
- OGGETTO – Un gruppo di multinazionali ha annunciato il lancio della Superpollutant Action Initiative, con l’obiettivo di destinare 100 milioni di dollari entro il 2030 a soluzioni per accelerare la riduzione dei superinquinanti
- DATA – 5 marzo 2026
- FONTE – Google, JPMorgan, Others Launch $100 Million Initiative to Tackle Superpollutants
- PAROLE CHIAVE: aziende, Superpollutant Action Initiative, 100 milioni di dollari, superinquinanti, riscaldamento globale, cambiamento climatico, Beyond Alliance, Carbon Containment Lab
Un gruppo di multinazionali ha annunciato il lancio della Superpollutant Action Initiative, con l’obiettivo di destinare 100 milioni di dollari entro il 2030 a soluzioni per accelerare la riduzione dei superinquinanti. I superinquinanti, che sono gas molto più impattanti della CO2, sono responsabili di quasi la metà del riscaldamento globale fino ad oggi e la loro eliminazione rappresenta uno degli strumenti più efficaci a breve termine per affrontare il cambiamento climatico. Nell’ambito dell’iniziativa, le aziende identificheranno e finanzieranno ciascuna progetti ad alto impatto per la cattura o la distruzione dei superinquinanti in tutto il mondo. Il gruppo, a cui hanno aderito aziende come Amazon, Autodesk, Figma, Google, JPMorganChase, Salesforce e Workday, è organizzato dalla coalizione imprenditoriale Beyond Alliance che, in collaborazione con il Carbon Containment Lab, supporterà le aziende partecipanti fornendo ricerca, reporting, condivisione di conoscenze e altre attività.
con i danni ambientali aumentano i costi di indebitamento
- OGGETTO – Un working paper della London School of Economics and Political Science collega la perdita di biodiversità e il declino degli ecosistemi ai maggiori costi di indebitamento
- DATA – 6 marzo 2026
- FONTE – Nature Loss Tied to Higher Government Borrowing Costs in New Study
- PAROLE CHIAVE: London School of Economics and Political Science, biodiversità, ecosistemi, costi di indebitamento, rendimenti obbligazionari, impatto diretto, mercati emergenti
Un working paper della London School of Economics and Political Science collega la perdita di biodiversità e il declino degli ecosistemi ai maggiori costi di indebitamento del governo. Dalla ricerca emerge che, quando l’ecosistema di un Paese soffre, è probabile che ciò abbia un impatto diretto sui suoi rendimenti obbligazionari e costi di indebitamento. I ricercatori hanno analizzato i dati di 53 economie avanzate ed emergenti tra il 2000 e il 2020, scoprendo che il degrado ambientale ha portato a un aumento medio di circa 25-70 punti base per le obbligazioni con scadenza a due e cinque anni. L’aumento dei rendimenti obbligazionari va solitamente di pari passo con tassi di interesse più elevati. La ricerca suggerisce che l’impatto è maggiore per le scadenze più brevi, all’estremità della curva dei rendimenti tra i due e i cinque anni, rispetto al debito a più lunga scadenza, a 10 anni. I più colpiti sono i Paesi nei mercati emergenti in Africa e Asia.
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