ET.CONTRIBUTI - requisiti più rigorosi

Il nuovo Ghg Protocol può alzare le Scope 2

25 Mar 2026
Guest post Compliance Commenta Invia ad un amico
Secondo gli esperti di Msci, le proposte di revisione delle linee guida potrebbero indurre alcune aziende a dichiarare emissioni più elevate (a parità di consumi e fonti). Questo perché diventerebbero più rigorosi i requisiti per i calcoli basati sul mercato

Le revisioni proposte alle linee guida dello Scope 2 del Greenhouse Gas (Ghg) Protocol [1] potrebbero indurre alcune aziende a dichiarare emissioni più elevate, anche se il loro consumo di energia elettrica e le fonti di approvvigionamento rimangono invariati. Per gli investitori, i meccanismi contabili alla base del calcolo delle emissioni potrebbero avere un’importanza minore rispetto al potenziale impatto sui trend delle emissioni, dell’intensità dei portafogli e dell’interpretazione degli obiettivi climatici.

Le emissioni di Scope 2 riflettono le emissioni indirette derivanti dall’elettricità acquistata. Ai sensi del Protocollo Ghg, le aziende in genere riportano queste emissioni utilizzando un approccio basato sulla localizzazione (fondato sull’intensità media delle emissioni delle reti energetiche locali) oppure un approccio basato sul mercato. Quest’ultimo incorpora strumenti contrattuali quali i certificati di energia rinnovabile e gli accordi di acquisto di energia.

Nel corso del tempo, il divario tra i dati basati sulla localizzazione e quelli basati sul mercato si è ampliato. I dati Msci indicano che una quota crescente di emittenti riporta ora emissioni di Scope 2 basate sul mercato sostanzialmente inferiori ai propri totali basati sulla localizzazione.

UN DIVARIO CRESCENTE

Le aziende che adottano una doppia rendicontazione (ovvero quelle che riportano sia le emissioni basate sulla sede che quelle basate sul mercato) mostrano un chiaro trend verso scarti più ampi a favore delle emissioni basate sul mercato. Ciò risulta evidente quando si raggruppano queste aziende in base al rapporto tra le emissioni di Scope 2 basate sul mercato e quelle basate sulla sede.

Per contestualizzare, un rapporto di 1,0 indica la parità, mentre valori compresi tra 0 e 1,0 indicano che le emissioni basate sul mercato sono inferiori a quelle basate sulla localizzazione.

Dall’anno fiscale 2019 all’anno fiscale 2024, abbiamo osservato un aumento delle aziende che riportano differenze modeste (rapporto compreso tra 0,9 e 0,1) o significative (rapporto pari o inferiore a 0,1) tra le loro emissioni basate sulla localizzazione e quelle basate sul mercato. Nello stesso periodo, un numero minore di aziende ha riportato una quasi parità (rapporto superiore a 0,9).

GLI STRUMENTI CONTRATTUALI SETTORIALI

La nostra analisi evidenzia, inoltre, differenze tra i vari settori nell’uso di strumenti contrattuali, quali gli accordi di acquisto di energia elettrica e i contratti per le energie rinnovabili, ai fini del calcolo delle emissioni di Scope 2 basate sul mercato.

Nell’anno fiscale 2024, i settori dell’energia e dei servizi pubblici sono rimasti vicini alla parità tra rendicontazione basata sulla localizzazione e quella basata sul mercato (un rapporto di 0,98). Al contrario, diversi settori orientati ai servizi hanno riportato sconti basati sul mercato sostanzialmente maggiori, tra cui quello finanziario (0,34), quello delle tecnologie dell’informazione (0,50), quello immobiliare (0,51) e quello dei servizi di comunicazione (0,52).

COSA SUCCEDE AI PORTAFOGLI?

In base alle revisioni proposte alle linee guida dello Scope 2 del Ghg Protocol, verrebbe mantenuta la doppia rendicontazione, ma i requisiti per i calcoli basati sul mercato diventerebbero più rigorosi, comprese le disposizioni relative alla corrispondenza oraria e alla consegnabilità. Tali modifiche potrebbero determinare un aumento delle emissioni Scope 2 basate sul mercato riportate, in particolare per le aziende che fanno ampio ricorso a strumenti contrattuali.

Qualsiasi cambiamento radicale che ne derivasse influenzerebbe non solo le intensità delle emissioni riportate e i progressi verso gli obiettivi a livello aziendale, ma anche le metriche a livello di portafoglio, in particolare per le strategie orientate verso il settore finanziario o altri settori orientati ai servizi, dove il divario tra le emissioni basate sulla localizzazione e quelle basate sul mercato è più ampio.

Gli investitori istituzionali potrebbero quindi cercare di valutare l’esposizione dei propri portafogli a questi settori e verificare se gli attuali obiettivi climatici e le strategie di engagement rimangano adeguati allo scopo nell’ambito di una metodologia rivista, in particolare se l’attuazione procederà nel 2027.

Dora Linda Kocsis
(Senior Associate, MSCI Research & Development)
e David Bokern
(Vice President, MSCI Research & Development)

 

[1]  questo link la fonte ufficiale della revisione del protocollo
A questo link il documento di consultazione.
Il 20 ottobre 2025, il GHG Protocol ha lanciato due consultazioni pubbliche parallele per aggiornare le proprie linee guida sullo Scope 2 (emissioni indirette da acquisto di energia elettrica). Si tratta del primo passo di un processo di revisione più ampio iniziato formalmente nel novembre 2022, che ha già raccolto oltre 400 contributi da stakeholder globali.
Le revisioni proposte si concentrano su due aree principali:
– Aggiornamenti alla Scope 2 Guidance (2015): revisione dei metodi di contabilizzazione dell’inventario, con particolare attenzione alla coerenza tra metodo market-based e location-based
– Contabilizzazione consequenziale nel settore elettrico: nuovi metodi per stimare le emissioni evitate derivanti da azioni nel settore dell’elettricità (es. acquisto di rinnovabili)

0 commenti

Lascia un commento

Translate »