Intesa Assicurazioni, startup e Pmi per accelerare la transizione
L’assicurazione come leva di prevenzione, cultura del rischio e connessione tra imprese, finanza e innovazione. È il messaggio lanciato da Virginia Borla, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Intesa Sanpaolo Assicurazioni, nell’ambito dell’incontro “Startup e Pmi innovative per la transizione ecologica: opportunità e strumenti per la loro crescita” dello scorso 7 luglio.
«Quando parliamo di assicurazione di solito pensiamo ai momenti complicati. In realtà l’assicurazione è tanto altro: è anche la capacità di prevenire i momenti complicati», ha spiegato Borla, sottolineando il ruolo «anche sociale» del settore nell’aumentare la cultura assicurativa e nel sostenere chi può fare la differenza. «I temi Esg sono nostri ormai da anni – ha aggiunto – e sono parte integrante del nostro modo di essere assicurazione».
In un mercato che cambia rapidamente, la manager ha richiamato la necessità di mettere attorno allo stesso tavolo startup, imprese innovative, investitori, banca, assicurazione e centri dell’innovazione, tutti attori che insieme possono trovare soluzioni nuove e che possono dare una spinta rispetto a problemi che in alcuni casi sono antichi.
La sfida, ha concluso, è unire la capacità delle grandi aziende con lo sguardo diverso di Pmi innovative e startup: «Nel nostro settore credo ci sia una responsabilità di mettere insieme e unire questi due mondi».
La parola è poi passata a Lauretta Filangieri, Responsabile Sostenibilità di Intesa Sanpaolo Assicurazioni, che ha richiamato la necessità di leggere la crisi climatica dentro il quadro più ampio delle fragilità geopolitiche, energetiche e infrastrutturali.
«La sostenibilità, la transizione sostenibile, passa attraverso l’innovazione, passa attraverso la competitività e passa attraverso la resilienza», ha spiegato Filangieri, sottolineando come senza nuove tecnologie, intelligenza artificiale e investimenti nelle imprese non sarà possibile raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione né recuperare produttività. Per l’Italia, ha aggiunto, il tema è particolarmente rilevante, alla luce della forte dipendenza dall’estero per energia e materie critiche e della necessità di ammodernare infrastrutture di trasporto, energetiche e idriche.
Le soluzioni, secondo Filangieri, passano dagli ecosistemi di innovazione e dal sostegno a startup e Pmi innovative. «L’innovazione da sola non basta per generare impatto. Per generare impatto bisogna essere insieme in più attori», ha affermato, ricordando il percorso del In Action Esg CLIMATE, iniziativa nata con Intesa Sanpaolo Innovation Center per sostenere progetti a impatto misurabile sulla transizione ecologica. Nei primi quattro anni sono stati analizzati quasi 600 progetti, coinvolgendo tantissimi settori. Le prime tre edizioni hanno portato al riconoscimento di 1,75 milioni di euro di grant a favore di 11 progetti premiati. Non solo, è stato valutato anche il social return of investment di queste iniziative, e nel 2024, che ha visto 4 imprese vincitrici, è stato generato un impatto sociale di più di 35 euro per ogni euro investito in queste iniziative.
Guardando ai prossimi anni, Filangieri ha indicato l’adattamento come uno dei fronti centrali: «Credo che il tema dell’adattamento per i prossimi 10 anni sarà centrale». La priorità, ha concluso, è uscire dalla logica dell’emergenza e investire in infrastrutture, mitigazione e soluzioni capaci di ridurre i costi del cambiamento climatico.
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