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Nel silenzio del bosco antico,
dove il tempo ha perso il cammino,
sorge un canto, dolce amico,
che rinnova il fragile destino.
Radici profonde abbraccian la terra,
foglie danzano in verde splendore,
l’acqua sussurra una vecchia guerra,
ma ora rinasce in nuovo amore.
Spiriti antichi, custodi del vero,
guidano il passo verso il domani,
la sostenibilità, un sogno sincero,
che germoglia in mani umane.
».
[poem-generator online free, sul tema “La sostenibilità che risorge”, 15 luglio 2026]
Tutti parlano di intelligenza artificiale. C’è poco da dire di nuovo.
Ma è interessante vederla all’opera. Anche nel campo più creativo e intimo quale può essere la poesia. Basta andare online, trovare velocemente un generatore AI, inventarsi un titolo e scegliere anche il “tono”. Nella poesia riportata, il tono è quello mistico. Ma si potevano costruire versioni “riflessive”, “nostalgiche”, “melanconiche”, “gioiose” e via poetando.
Anche questo esperimento, probabilmente, è già noto ai più.
Ma, visto da chi abitualmente scrive usando i tasti (un tempo si sarebbe detto: l’inchiostro), offre l’occasione per un paio di riflessioni.
La prima riguarda la capacità di scrivere. Bisogna ammettere che oggi è ormai difficile trovare un testo, su qualsiasi medium o presentazione, che riveli errori di logica, di sintassi o di grammatica. L’AI ha alzato la qualità di ciò che si legge.
Tuttavia, scrivere non è solo tenere in mano la penna o, appunto, battere i tasti. Ma scrivere è studio dell’oggetto di cui si scrive. E poi è procedere con una costruzione mentale del contenuto e della struttura. Infine, è sforzo creativo della forma testuale che ne discende.
Con l’uso dell’AI, questi esercizi cognitivi, questi apporti di nozioni, confronti, esclusioni, necessari a strutturare un testo scritto, dove finiscono? Per la poesia su presentata, l’unico sforzo è stato quello di digitare il titolo “La sostenibilità che risorge”.
La seconda riflessione riguarda l’obiettivo dello scrivere. E, più in generale, l’obiettivo dei messaggi.
In origine, questo obiettivo era quello di colpire il lettore, cioè quello di suscitare l’interesse e di generare qualcosa che rimanesse nella testa (o nel cuore) di chi leggeva.
Da tempo, il destinatario non è più così scontato. Ormai da anni, le notizie online privilegiano la leggibilità da parte dei motori di ricerca. Adesso, la prospettiva è quella di scrivere per essere letti dall’intelligenza artificiale. Ci stanno pensando i giornali, ma anche chi redige documenti di bilancio o verbali destinati all’immenso archivio “generativo”.
Cioè, non solo disimpariamo a scrivere. Ma usiamo una AI che scrive per essere letta dall’AI.
L’impressione è quella che, in un tempo non troppo distante, coloro che sapranno scrivere senza AI saranno come gli stregoni del villaggio, i depositari di una scienza occulta ormai dimenticata.
Da parte nostra, fermiamo le pubblicazioni sul sito, ma il lavoro si sposta sui progetti dell’autunno e sulla creazione della prossima ESG Business Review. Per quanto diseconomico, rispetto all’AI, continueremo a scrivere picchiando sui tasti. In fondo, è quello che ci piace fare.
Riprendiamo le pubblicazioni di ETicaNews lunedì 7 settembre
Un’estate senza troppa AI per tutti.
Redazione ET.