ET.PUBLICAFFAIRS - RESOCONTO SU NORME, REGOLE E LOBBY

Osservatorio di compliance ESG/ 160

2 Ott 2026
Rassegna Compliance Commenta Invia ad un amico
Ue, acquisti pubblici con qualità (anche) Esg - Clima, banche confuse dai collateral Bce - Packaging, al via il nuovo Regolamento Ue - Usa, gli anti-esg ora sparano sulle Big Four - Esrs, ridotti (con dubbi) per le extra-Ue

Osservatorio di compliance ESG è un resoconto periodico sulle novità in termini di normativa, regolamenti, standard (contabili e non), prassi e procedure, e attività di lobbying nel campo degli Esg, sia lato corporate sia lato finanza. La rubrica periodica è dedicata ai professionisti della sostenibilità, ed è integrata nell’abbonamento ET.pro.

Ue, acquisti pubblici con qualità (anche) Esg

Il 15% del Pil europeo passa dagli appalti pubblici. Da questa dato muove il Public Procurement Act, presentato dalla Commissione Ue, con l’obiettivo di riunire in un regolamento unico le tre direttive del 2014. La proposta vuole spostare l’asse decisionale da criteri basati esclusivamente sul prezzo a favore del Best Price-Quality Ratio (Bpqr) come metodo standard. Gli aspetti ambientali e sociali potranno incidere sulla valutazione, senza una gerarchia obbligatoria dei criteri. Il testo rafforza gli appalti verdi e sociali, apre a requisiti verdi per alcuni prodotti e introduce una procedura per l’innovazione e un quadro per le preferenze europee. Sono previste anche misure sui rischi di sicurezza e banche dati comuni per migliorare monitoraggio e trasparenza.

Clima, banche confuse dai collateral Bce

La Bce riduce il valore dei collaterali più esposti ai rischi della transizione climatica, ma le banche chiedono di sapere come arriva a quel risultato. Il fattore climatico, applicato alle obbligazioni aziendali dal giugno 2026, sarà esteso entro il 2027 anche ai crediti corporate, ampliando l’impatto sulle garanzie usate per ottenere liquidità. Lo scorso giugno la Bce ha indicato tre fattori tra cui figurano gli stress settoriali, l’esposizione del debitore e la durata del credito. Ora l’European Banking Federation chiede alla Bce di rendere pienamente noti i criteri di calcolo, poiché senza questa visibilità gli istituti faticano a pianificare le strategie di liquidità e di gestione dei collaterali. In sostanza, viene comunicato loro che una garanzia vale meno, senza le motivazioni esatte che hanno portato al nuovo valore.

Packaging, al via il nuovo Regolamento Ue

Il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi è entrato nella fase applicativa. La Packaging and Packaging Waste Regulation (Ppwr) limita la presenza di Pfas negli imballaggi a contatto con gli alimenti, intervenendo su sostanze persistenti utilizzate, tra l’altro, per resistere ad acqua e grassi. La stretta si inserisce in un quadro che punta a ridurre i rifiuti già dalla progettazione degli imballaggi. Dal 2028 arriverà anche un sistema europeo di etichettatura armonizzata. Il regolamento tocca poi la comunicazione ambientale, d’ora in avanti i simboli e indicazioni su riciclabilità, riuso o compostabilità non devono trarre in inganno il consumatore. Secondo le Faq della Commissione, i claim relativi a caratteristiche disciplinate dalla Ppwr devono riguardare prestazioni superiori ai requisiti minimi e precisare se si riferiscono all’intero imballaggio o a una sua componente.

Usa, gli anti-esg ora sparano sulle Big Four

In una lettera inviata a Deloitte, Ey, Kpmg e Pwc, 16 Procuratori Generali di Stati repubblicani sostengono che il loro appoggio alla rendicontazione climatica potrebbe entrare in conflitto con i doveri di indipendenza e con le leggi statali a tutela dei consumatori. Nel mirino ci sono il sostegno agli standard Issb e l’adesione a iniziative sul clima. Secondo i firmatari promuovere nuove disclosure potrebbe creare conflitti di interesse e aumentare la domanda dei servizi offerti dalle stesse società. I Procuratori chiedono documenti sugli impegni climatici e copia dei contratti stipulati dal 2020 con enti statali o municipali, prospettando possibili sanzioni e risoluzioni contrattuali.

Esrs, ridotti (con dubbi) per le extra-Ue

Efrag ha posto in consultazione l’Esrs-40a, destinato a circa 1.200 gruppi extra-Ue, contro i 10mila stimati in precedenza. Lo standard mantiene la struttura degli Esrs, ma chiede di rendicontare gli impatti, senza valutazione di doppia materialità né informazioni su rischi e opportunità. Il nodo è il «mixed approach» con gli impatti climatici resterebbero oggetto di rendicontazione globale, mentre per gli altri temi i gruppi potrebbero, a determinate condizioni, concentrarsi su quelli collegati all’Ue. La soluzione dovrebbe alleggerire gli oneri, ma Efrag riconosce la necessità di verificare se questo approccio garantisca rilevanza e comparabilità della informazioni. La consultazione si chiude il 31 ottobre 2026, il parere tecnico è atteso entro gennaio 2027.

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