Transparency Italia pubblica Whistleblowing2019

1 Lug 2020
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A dieci anni dalla pubblicazione del primo report sul whistleblowing nel nostro Paese, Transparency International Italia ha pubblicato ieri il nuovo report annuale Whistleblowing2019 per raccontare le attività svolte nel corso dell’ultimo anno e fare il punto sulla situazione attuale di questo istituto introdotto in Italia nel 2017 e che sta piano piano entrando sempre più nelle vite di tutti come strumento efficace di lotta alla corruzione.

«La soddisfazione per i successi ottenuti non può però farci pensare che il nostro lavoro sia finito qui, anzi – ha sottolineato il presidente Virginio Carnevali -. Purtroppo, chi segnala irregolarità è nella pratica ancora troppo poco tutelato, sia per delle evidenti carenze nell’attuazione delle normative, sia per la cultura del nostro paese che ancora identifica il whistleblowing con la delazione, piuttosto che con un atto di coraggio a difesa della collettività. Per questi motivi il nostro impegno non può che continuare».

Nel 2019, il team Allerta Anticorruzione (Alac), con il quale viene fornito supporto ai whistleblower nel loro processo di segnalazione, ha ricevuto 88 segnalazioni. Il Lazio è la regione con il numero più alto di segnalazioni (14) che si riferiscono principalmente a episodi di frodi (25) e favoritismi e clientelismi (25). La sanità rimane il settore più critico con ben 34 segnalazioni.
Alcune segnalazioni si sono infatti registrate anche in riferimento all’emergenza Covid-19, una in particolare (da parte di un dipendente di una struttura ospedaliera) è servita a far ritirare una fornitura di dispositivi di protezione individuale non certificati e quindi non adeguati alla tutela del personale sanitario.

In crescita il numero di Pubbliche Amministrazioni che hanno aderito al progetto WhistleblowingPA e che hanno scaricato gratuitamente la piattaforma informatica crittografata messa a disposizione da Transparency International Italia in collaborazione con il Centro Hermes per la trasparenza e i diritti umani digitali. Sono infatti oltre 700 gli enti pubblici che, a giugno 2020, hanno aderito e quindi messo a disposizione dei propri dipendenti questo canale sicuro per le segnalazioni.

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