Survey NN IP, percezioni errate e opportunità di sviluppo

Investire Esg, resta il bias rendimenti

25 Nov 2019
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NN_IP_logo_webGli investimenti Esg (Environmental, social and givernance) scontano ancora una serie di bias lato investitore. Che, per contro, potrebbero rappresentare anche gli ambiti di sviluppo del comparto, e quindi occasioni di investimento. Tra i pregiudizi più pericolosi, c’è ancora la percezione che investire integrando criteri di sostenibilità implichi la rinuncia a rendimenti potenziali. Il dato emerge dalla nuova ricerca “Investor Sentiment: Responsible Investing survey” realizzata da NN Investment Partners (NNIP) in collaborazione con POLLRight su un gruppo di 290 investitori professionali provenienti da Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Belgio, con altri gruppi di intervistati raccolti fra Regno Unito e Paesi Scandinavi. Oltre la metà (52%) degli investitori ritiene ancora che un approccio Esg nelle decisioni di investimento costerà loro dei rendimenti. Gli investitori italiani (75%), insieme ai tedeschi (80%) e olandesi (71%) sembrano essere i più pessimisti sul potenziale di rendimento delle strategie del RI, mentre quelli francesi (26%) e belgi (27%) sono molto meno negativi.

IMPATTO SULLA SOCIETÀ

La maggior parte degli investitori professionali è convinta che le decisioni prese oggi avranno un impatto tangibile sulla società. Ad affermarlo è il 61% degli intervistati rispetto a un 13% che prevede un impatto insignificante o pari a zero. Su base nazionale, ne sono convinti il 73% del campione in Francia, per il 69% in Germania, per il 55% in Italia, con il Belgio che registra il punteggio più basso (43%). Lo studio rivela, tuttavia, che soltanto la metà (46%) crede di avere sufficiente margine d’azione all’interno dei propri parametri professionali per investire in un modo che personalmente ritiene responsabile. In questo ambito, gli investitori più ottimisti sono i francesi con il 65%, contro il 35% espresso dai belgi e il 30% degli italiani. Il Bel Paese ha quindi molto margine di crescita nel campo degli investimenti responsabili, con una larga fetta degli intervistati (70%) che auspicherebbe una maggiore implementazione di soluzioni d’investimento responsabili.

IL PESO DELLA “E”

Lo studio di NNIP mostra inoltre come gli investitori professionali gravitino principalmente intorno alla “E” dei fattori ESG. L’87% del campione afferma che la transizione energetica dai combustibili fossili tradizionali alle energie rinnovabili ha un notevole potenziale per stimolare il ritorno degli investimenti, seguito dai cambiamenti climatici (81%) e dall’inquinamento (78%); questi dati aumentano se si guarda all’Italia, con rispettivamente il 96% per transizione energetica dai combustibili fossili tradizionali alle energie rinnovabili, 87% dai cambiamenti climatici e 85% dall’inquinamento. La diversificazione del portafoglio richiede, tuttavia, che gli investitori considerino anche i fattori sociali e di governance (la qualità e il background professionale del management sono ritenuti fattore chiave dal 74% del campione, 67% in Italia), poiché anche questi criteri possono offrire molte opportunità.

BINOMIO ENGAGEMENT E OBBLIGAZIONI

Storicamente, gli investitori responsabili tendono a concentrarsi più sulle azioni che sul reddito fisso, non da ultimo per l’influenza che gli azionisti possono esercitare attraverso le loro attività di voto nelle assemblee: solo un quarto degli investitori professionali (26%) afferma che le proprie organizzazioni hanno un approccio di investimento responsabile chiaramente definito per il reddito fisso, mentre quasi la metà (49%) ha un processo in atto nell’azionario. Quasi sette su dieci (69%, in Italia questa percentuale sale al 73%) degli intervistati ritengono che gli azionisti possano determinare cambiamenti chiari e positivi nelle società in cui investono, mentre il 65% ritiene che ciò sia più difficile per gli obbligazionisti perché non hanno diritto di voto. Risultato più moderato in Italia con il 45% degli investitori italiani che ritiene sia più difficile per gli obbligazionisti incidere nei cambiamenti perché non hanno diritto di voto.

ESG E RISULTATI FINANZIARI, RELAZIONE POSITIVA

A fronte dei risultati emersi, tuttavia NNIP sottolinea come le ricerche accademiche mostrino che l’integrazione dei criteri Esg non porti a rendimenti più bassi, al contrario esiste una relazione positiva tra i punteggi Esg delle società e i risultati finanziari nella maggior parte dei casi. NNIP è da sempre fermamente convinta che l’integrazione degli aspetti ESG nel processo di investimento migliori il profilo di rischio/rendimento dei portafogli d’investimento. Ciò è dimostrato anche da evidenze frutto delle partnership che NNIP ha avviato con la Yale University e con l’Università di Maastricht (ECCE), volte a esplorare se e come l’integrazione degli aspetti ambientali, sociali e di governance (ESG) nel processo di investimento possa migliorare il rapporto rischio/rendimento dei portafogli d’investimento e a supportare NNIP nello sviluppo di strumenti per raggiungere obiettivi finanziari e sostenibili.

“S” E “G”, BENEFICI DI LUNGO PERIODO

La ricerca di NNIP mostra anche l’importanza di puntare sui fattori “S” (sociali) e “G” (governance) e di includere aziende in grado di ottenere, su scala globale, buoni punteggi in questi due ambiti. In termini di benefici di tipo “S” e “G”, a tracciare la linea in tema di impatto sociale sono gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite. Ad esempio, le opportunità di investimento legate agli SDG comprendono ospedali e case di cura (SDG 3 – salute e benessere); impianti di trattamento delle acque e dei rifiuti e delle acque (SDG 6 – acqua pulita e servizi igienico-sanitari); e scuole e università (SDG 4 – istruzione di qualità). Pertanto, oltre a integrare i fattori ambientali, l’approccio NNIP consiste nell’offrire strategie che già tengono conto dei fattori di governance e hanno anche un forte orientamento sociale – per offrire agli investitori benefici a lungo termine e sostenibili oltre a rendimenti adeguati al rischio in una più ampia gamma di settori.

L’ENGAGEMENT NEL REDDITO FISSO

Il voto è solo uno dei modi in cui gli investitori possono influenzare il comportamento delle società. Il fatto che gli obbligazionisti non abbiano diritto di voto non è un motivo per minimizzare il valore dell’engagement degli investitori a reddito fisso. Gli investitori a reddito fisso possono anche impegnarsi con le aziende per acquisire una conoscenza approfondita delle loro attività e verificare il loro engagement verso pratiche di business sostenibili. L’engagement è, infatti, uno strumento importante per guidare il cambiamento sostenibile e bisogna individuare investimenti interessanti indipendentemente dalla classe di attività.

È per questo che NNIP, che già integra i criteri Esg nel 66% dei propri asset totali (equities e bond), ritiene cruciale un’attenzione crescente per i criteri Esg nelle sue strategie di reddito fisso e nella propria gamma di prodotti a reddito fisso sostenibile e a impatto.

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