Sfdr 2.0, PensionsEurope chiede regole ad hoc per gli Iorp
PensionsEurope, l’associazione che rappresenta i fondi pensione europei, chiede che la revisione della Sfdr tenga conto delle specificità dei fondi pensione aziendali e professionali (Iorp) in quanto, l’attuale proposta, rischia di creare un disallineamento strutturale per questi ultimi.
A differenza dei prodotti di investimento retail, gli enti pensionistici aziendali e professionali operano come investitori istituzionali di lungo periodo, con strategie guidate dalle passività e obblighi fiduciari verso i risparmiatori. Secondo l’organizzazione «applicare un sistema uniforme di categorizzazione pensato per prodotti finanziari retail agli Iorp potrebbe quindi produrre risultati fuorvianti e oneri di compliance sproporzionati».
Per questo PensionsEurope propone che gli Stati membri mantengano la possibilità di esentare gli Iorp dall’obbligo di rientrare nelle nuove categorie Sfdr. In alternativa, l’associazione suggerisce l’introduzione di Rts dedicati ai fondi pensione, in grado di riflettere meglio la loro struttura collettiva, le strategie di investimento liability-driven e il principio della “prudent person rule” previsto dalla direttiva Iorp II.
«Gli Iorp investono su orizzonti molto lunghi e gestiscono portafogli diversificati per far fronte alle future passività pensionistiche – ha dichiarato Matti Leppälä, Ce di PensionsEurope -. Un sistema di categorizzazione in stile retail non riflette questa realtà e rischia di escludere molti fondi pensione dalle categorie di sostenibilità, nonostante il loro contributo significativo al finanziamento della transizione.»
Di seguito alcune delle raccomandazioni tecniche indicate nel position paper sulla rivisione Sfdr:
- Government bonds: dovrebbero essere esclusi dai calcoli di allineamento oppure trattati con una metodologia realistica che riconosca il loro ruolo essenziale nel liability matching, nella gestione della liquidità e nel controllo del rischio di portafoglio.
- Soglie di allineamento: la soglia proposta del 70% di sustainability alignment non dovrebbe essere applicata due volte, sia a livello di fondo sia di prodotto, poiché renderebbe la conformità irrealistica per portafogli diversificati di lungo periodo.
- Comunicazione agli iscritti: i fondi pensione dovrebbero poter continuare a comunicare le informazioni sulla sostenibilità attraverso i canali già esistenti, come siti web, documentazione contrattuale e newsletter per gli aderenti.
- Supervisione dei dati Esg: gli approcci di vigilanza dovrebbero riconoscere le persistenti lacune nei dati Esg, in particolare nei private market e nelle esposizioni sovrane, promuovendo al contempo maggiore trasparenza e responsabilità da parte dei data provider Esg esterni.
- Coerenza normativa: l’Sfdr dovrebbe evitare duplicazioni con requisiti già previsti dalla Direttiva Iorp II e rimanere allineato con le altre normative europee sulla sostenibilità.
