Venerdì e sabato scorsi si è tenuto a Milano un convegno che ha confermato le interessanti prospettive internazionali del mondo social. Ma che ha anche sottolineato gli aspetti da risvegliare per farne una prospettiva concreta in Italia. Si è trattato di un barcamp su “Promoting Social innovation.
«Banca Etica effettua una valutazione etica sugli investimenti, ma non credo (mi sembra impensabile sotto ogni punto di vista) possa effettuare una valutazione etica sugli investitori e i correntisti». È il commento di Caterina, leggibile sul blog di Banca Etica, e inviato lo scorso 19 novembre, poche ore dopo la pubblicazione dei
Perché non prendete una posizione contro Moncler? Perché non prendete una posizione contro Dolce & Gabbana che hanno appoggiato Moncler? Perché non scrivete che il lusso etico non può permettersi di twittare dell’ignoranza della gente come ha fatto Stefano Gabbana? Nelle ultime due settimane, sono state diverse le sollecitazioni
L’Italia è un sistema blindato che protegge con la forza la sua sfiducia diffusa. È un’affermazione difficile da digerire, ma che ben rende il concetto di un Paese che ha costruito i propri meccanismi sociali ed economici su una serie infinita e ripetitiva di “articoli 18”. Ovvero, un Paese che ha alla base del funzionamento civile
La scorsa settimana l’Antitrust ha varato una consultazione lampo sul rating di legalità. Tale strumento è stato più volte indicato da ETicaNews come una innovazione importante in ambito di responsabilità aziendale, in quanto sancisce e premia di fatto un’impresa che adotti «processi volti a garantire forme di Corporate Social
Il tweet con cui ETicaNews ha espresso le sue #congrats alla professoressa Chiara Mio, giovedì nel tardo pomeriggio, è stato rilanciato una decina di volte nel giro di mezzora. La Mio è stata nominata presidente di Friuladria, quindi prima donna in Italia a presiedere una banca. L’autoreferenzialità è di rado una buona cosa.
Un velo d’ignoranza al contrario stringe la Csr. Ma, nella cortina, si comincia ad aprire qualche spiraglio, frutto della denuncia di operatori più coraggiosi di altri, delle richieste del sistema, e della martellante attività di coloro che hanno fatto della sostenibilità una professione. È la sintesi del convegno dell’8 ottobre
Uno degli argomenti chiave dei detrattori dei prodotti sostenibili, intesi quali risultato di strategie di responsabilità sociale, è che non esista un mercato. E che, per conseguenza, non esista un sistema di distribuzione capace di valorizzare appieno gli sforzi e gli investimenti in termini di Csr.
Spingere la finanza dentro il mondo della corporate social responsibility. È l’obiettivo del convegno “La finanza responsabile come motore di Csr”, organizzato da ETicaNews, in Bocconi, mercoledì mattina 8 ottobre (ore 11). Non è un obiettivo scontato. È vero, ci sono società quotate in Borsa che hanno divisioni e team dedicati
Dare una risposta compiuta a chi cerca il valore della sostenibilità è tuttora uno tra gli esercizi più complessi (e rischiosi). C’è un problema di misurabilità evidente. Ma c’è anche un problema di comprensione e comunicazione. Infatti, uno dei nodi è che, molto spesso, ci sono aspetti di “sostenibilità” che non vengono percepiti