Usa fuori dal Green Climate Fund dell’Onu: troppo «radicale»
Giovedì 8 gennaio, il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha annunciato il ritiro degli Stati Uniti, con effetto immediato, dal principale meccanismo di finanziamento climatico dell’UN Framework Convention on Climate Change (Unfccc), denominato Green Climate Fund, e dal suo consiglio direttivo. Gli Stati Uniti si sono inoltre ritirati dal principale organismo scientifico delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, denominato Intergovernmental Panel on Climate Change. Gli scienziati statunitensi hanno svolto un ruolo fondamentale nelle valutazioni dell’Ipcc.
«La nostra nazione – ha commentato Bessent – non finanzierà più organizzazioni radicali come il Gcf, i cui obiettivi sono in contrasto con il fatto che un’energia accessibile e affidabile è fondamentale per la crescita economica e la riduzione della povertà».
La decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dal trattato chiave delle Nazioni Unite sul clima è un “autogol colossale” che danneggerà gli Stati Uniti, ha affermato Simon Stiell, responsabile delle Nazioni Unite per il clima.
«Mentre tutte le altre nazioni stanno avanzando insieme, questo ultimo passo indietro dalla leadership globale, dalla cooperazione climatica e dalla scienza non può che danneggiare l’economia, l’occupazione e il tenore di vita degli Stati Uniti, poiché incendi, inondazioni, mega-tempeste e siccità stanno peggiorando rapidamente», ha affermato Stiell in una dichiarazione.
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