ESG.IAMA - Analisi dei dati
Retribuzioni Esg, boom nelle sgr del private
Nonostante le diverse retromarce, la governance dei gestori ha ormai assimilato e integrato gli Esg ai suoi livelli più alti, in quanto le Sgr hanno compreso che il focus sulla sostenibilità è un fattore competitivo e strategico. La percentuale di Sgr, con focus sui Private Market, con compensazione variabile Esg è addirittura maggiore rispetto agli asset manager tradizionali (vedi l’ultimo articolo “Sempre più Sgr con bonus Esg al board“). Lo conferma l’assessment ESG.IAMA Private 2025.
Il variabile si intende per le remunerazioni di board, direttori esecutivi e top manager, ma anche analisti, fund manager, e membri del deal team.
Nel corso degli anni, ESG.IAMA (ESG Identity Asset Manager Assessment) ed ESG.IAMA Private hanno coinvolto un numero sempre maggiore di Sgr internazionali. A fine febbraio 2026, infatti, sono stati analizzati e valutati un totale di 118 asset manager, per un Aum complessivo di circa 48,9 trilioni di euro:
Il campione offre già un’ampiezza significativa per potere fare delle valutazioni comparative. In particolare, questo articolo, il quarto di questa serie (vedi qui i precedenti: “Sgr, 7 su 10 confermano il net zero“, “Sgr, il focus Esg è entrato nei board” e “Sempre più Sgr con bonus Esg al board“), si focalizza sulla compensazione variabile del Board, analisti, fund manager e membri del Deal team dei gestori con focus sui Private Marktet, legata a target Esg.
Alla domanda se vi sia una percentuale di compensazione variabile del Board, Direttori Esecutivi e/o Top Manager legata al raggiungimento di target Esg chiari e quantificabili, i risultati sono molto positivi, in quanto mostrano un complessivo 68% di gestori che lega tale compensazione agli Esg. Entrando nel dettaglio delle percentuali: il 6,45% delle Sgr lega meno del 5% della compensazione variabile del Board a obiettivi Esg, un altro 6,45% ne lega tra il 5 e il 9 per cento, un ottimo 25,81% lega tra il 10 e il 20% della compensazione variabile del Board agli Esg, mentre addirittura un 29,03% delle Sgr ne lega più del 20 per cento.
Scendendo al livello operativo, le percentuali di Sgr Private che legano la compensazione variabile agli Esg rimane estremamente positiva anche per gli analisti, fund manager e membri del Deal team, in particolare: il 45,16% la lega per tutti i loro analisti, mentre il 12,90% per quelli con focus sugli Esg; il 48,39% lega la compensazione variabile di tutti i fund manager ai target Esg, mentre il 16,13% la lega unicamente ai sustainable fund manager; infine il 38,71% delle Sgr lega la compensazione di tutti i membri del Deal team agli Esg, mentre un altro 22,58% solo ad alcuni membri del team.
Tenendo in considerazione il contesto geopolitico e la dimensione media dei gestori Private (solitamente più piccoli, sia per capitale sia per organico, rispetto alle controparti tradizionali), i risultati di questa analisi mostrano che la maggioranza integra gli Esg nella compensazione variabile sia dei membri dei livelli più alti aziendali, sia di coloro che si trovano negli ingranaggi degli investimenti, dimostrando l’importanza del tema e la sua validità strategica e operativa.
Alessandro Fenili
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