pubblicata la quinta edizione del protocollo

Nzaoa rafforza ancora il framework

12 Mar 2026
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Nella quinta edizione delle linee guida, gli asset owner alzano l'asticella degli impegni nella decarbonizzazione dei propri portafogli. Viene posta particolare attenzione su obiettivi, soluzione climatiche ed engagement con i gestori

La Net-zero Asset Owner Alliance (Nzaoa) alza l’asticella con la pubblicazione della quinta edizione del proprio framework per la definizione degli obiettivi per gli investimenti di transizione. L’alleanza, che riunisce investitori istituzionali impegnati nella decarbonizzazione dei portafogli entro il 2050, ha introdotto rilevanti novità su target, soluzioni climatiche e gestione dei mandati affidati agli asset manager.

Come riportato da Responsible Investor, la principale novità riguarda l’introduzione di un target opzionale dedicato agli investimenti “transition-aligned”, ovvero orientati a sostenere imprese ad alta emissione dotate di piani credibili verso la neutralità carbonica. Gli asset owner potranno fissare un obiettivo per aumentare la copertura di tali asset in portafoglio, con un requisito minimo di almeno l’80% delle emissioni in scope e una copertura che includa almeno azioni quotate e obbligazioni corporate. Il framework prevede inoltre che i firmatari definiscano target in almeno tre delle quattro aree visibili nella tabella, di cui una obbligatoriamente dedicata all’engagement.

 

Cambia l’approccio alle climate solutions. In precedenza, gli asset owner aderenti erano tenuti a rendicontare annualmente gli investimenti in questo ambito, ma la fissazione di un obiettivo quantitativo era facoltativa. Adesso il target quantitativo diventa obbligatorio. Le metodologie ammesse prevedono l’investimento cumulativo in soluzioni climatiche, nuovi flussi di capitale dedicati o una quota minima del totale degli asset in gestione allocata in questo segmento. Tuttavia, manca ancora una definizione precisa delle climate solutions ammesse e una distinzione tra investimenti climatici e sociali, dando la possibilità agli investitori di indicare target di sostenibilità troppo ampi. In riferimento al possibile inserimento di specifiche in futuro, Udo Riese, Co-lead del monitoring, reporting e verification della Nzaoa, ha dichiarato che «l’alleanza non intende creare una tassonomia proprietaria che si sovrapponga ad altre già esistenti. Il suo obiettivo rimane quello di far conoscere al mercato la nostra richiesta di soluzioni climatiche».

INGAGGIO DEI GESTORI

Le nuove linee guida risultano più incisive sull’engagement verso le società di gestione. Gli asset owner sono ora tenuti a ingaggiare i gestori «quando necessario» per assicurarsi che rappresentino fedelmente i loro interessi climatici di lungo periodo, verificando l’allineamento tra le azioni dei manager e gli obiettivi degli investitori istituzionali. Tra le altre modifiche, i firmatari sono ora tenuti a comunicare il proprio approccio alla contabilizzazione delle emissioni legate ai green bond e a trasmettere alla Nzaoa la propria strategia di engagement. Viene inoltre eliminata la possibilità di contribuire alle attività dell’alleanza attraverso gruppi o documenti di lavoro. Un segnale che l’organizzazione intende concentrare l’attenzione su impatti concreti e misurabili, piuttosto che su contributi teorici.

Da segnalare infine un cambiamento nei riferimenti normativi. Il framework non cita più esplicitamente la Net-Zero Asset Managers initiative (Nzam) come standard di riferimento, sostituendola con generica dicitura «un framework consolidato e best practice di settore». Un aggiustamento che riflette il ridimensionamento degli impegni della Nzam, avvenuto l’anno scorso nel tentativo di trattenere i propri membri.

Matteo Russo

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