ESG.litigation - Contro revoca della constatazione di pericolo
Clima, prima causa contro l’authority Usa
Un gruppo di 17 ong attiviste per l’ambiente e la salute ha intentato una causa presso la Corte d’Appello di Washington Dc contro l’Agenzia per la Protezione Ambientale (Epa) degli Stati Uniti per la revoca della base legale per le normative federali sul clima.
Il caso. Il 18 febbraio 2026 un gruppo di 17 organizzazioni pubbliche ha presentato la causa contro l’Epa e il suo amministratore Lee Zeldin presso la Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Circuito del Distretto di Columbia.
I querelanti sono l’American Public Health Association, l’American Lung Association, il Center for Biological Diversity, l’Environmental Defense Fund, il Natural Resources Defense Council, il Sierra Club, l’Union of Concerned Scientists e altre 10 organizzazioni sanitarie e ambientali pubbliche. I ricorrenti sono rappresentanti dalle organizzazioni no profit legali attiviste per il clima e l’ambiente Clean Air Task Force e Earthjustice.
La denuncia argomenta che l’abrogazione della “constatazione di pericolo” per i veicoli, una determinazione del 2009 secondo cui le emissioni di gas serra mettono a repentaglio la salute e il benessere pubblico, finalizzata dall’Epa il 13 febbraio scorso, è illegale. Si tratta della base legale che ha permesso all’Agenzia, sotto altre amministrazioni, di limitare le emissioni da veicoli, centrali elettriche e altre fonti industriali.
La causa sostiene anche che l’Agenzia sta riesaminando argomenti che la Corte Suprema ha già considerato e respinto in passato, in particolare in un caso storico del 2007: “Massachusetts vs Epa”. È quindi probabile che la questione finisca di nuovo davanti alla Corte Suprema, che ora è molto più conservatrice.
La constatazione di pericolo. Il 13 febbraio 2026, l’Epa ha finalizzato l’abrogazione della “constatazione di pericolo” per i veicoli, una delle conclusioni scientifiche chiave alla base della regolamentazione federale sul clima negli Stati Uniti, che determina che i gas serra danneggiano la salute pubblica.
Nel 2007, infatti, la Corte Suprema aveva stabilito che l’Epa era tenuta a emettere una determinazione scientifica sul fatto che i gas serra fossero una minaccia per la salute pubblica ai sensi del Clean Air Act del 1970 e, in caso positivo, a regolare la loro emissione. Di conseguenza, nel 2009, l’Epa ha emesso la “dichiarazione di pericolo”, consentendo al governo di passare tutta una serie di regolamenti per limitare le emissioni di gas serra negli anni successivi.
Altri casi. Quello delle 17 ong è stata la prima causa depositata a contestare la mossa dell’Epa in tribunale. Lo stesso giorno, però, è stata depositata anche un’altra petizione separata contro l’agenzia statunitense, che contesta la costituzionalità dell’abrogazione della constatazione di pericolo. La seconda causa è intentata da altri due studi legali senza scopo di lucro, Our Children’s Trust e Public Justice per conto di 18 giovani statunitensi di età compresa tra 1 e 22 anni.
Inoltre, ci si aspetta che anche alcuni Stati a guida democratica passino presto all’azione legale contro la mossa dell’Epa. Il governatore della California Gavin Newsom, ad esempio, ha già promesso di fare causa.
Le contestazioni legali separate alle regole dell’Epa sono generalmente consolidate in un unico caso presso il Circuito del Distretto di Columbia, che è il tribunale competente per ascoltare le controversie che coinvolgono il Clean Air Act. Il grande numero di gruppi coinvolti potrebbe rendere la battaglia legale lunga e complicata da gestire.
Alessia Albertin
ET.litigation