Fondi pensione Uk: per il 67% non si fa abbastanza sul clima

16 Mar 2026
In breve SRI Finance Commenta Invia ad un amico

Alla Pensions Uk Investment Conference 2026, il 67% dei delegati presenti ha dichiarato, attraverso un sondaggio in tempo reale, di ritenere che i fondi pensione non stiano facendo abbastanza per mitigare i cambiamenti climatici (vedi qui l’articolo sui risultati).

Il dato è emerso durante la sessione intitolata “Do Environmental Strategies Have a Future?”, moderata da Gregg McClymont, executive director di Ifm Investors. La stessa domanda, riproposta al termine del dibattito, ha confermato il risultato: le opinioni non si sono spostate. Eppure il dibattito è stato acceso (ed estremo). Al centro del confronto, infatti, due figure politiche britanniche, dalle posizioni agli antipodi: Caroline Lucas, ex leader del Partito Verde, e Michael Gove, ex ministro conservatore dell’Ambiente.

Lucas ha aperto con un monito, «se le strategie ambientali non hanno un futuro, neanche noi l’abbiamo». Lucas ha citato ricerche secondo cui i fondi pensione britannici potrebbero subire svalutazioni fino al 30% entro il 2050 in scenari climatici plausibili e ha inoltre criticato l’approccio regolatorio attuale, che impone la misurazione delle emissioni e la pubblicazione di report, ma che non riesce a riorientare concretamente i flussi di capitale. Infine, sul fronte del disinvestimento, l’ex leader del Partito Verde ha segnalato che i fondi pensione britannici investono ancora circa 10 miliardi di sterline nel carbone estero, in contraddizione con la politica energetica del governo.

Gove ha invece sostenuto che il dovere primario dei fondi pensione è la tutela dei propri iscritti attraverso il rispetto del dovere fiduciario e che a suo avviso spetta al governo, tramite fiscalità e sussidi, occuparsi del clima, non ai gestori previdenziali. L’ex ministro conservatore dell’Ambiente ha tuttavia riconosciuto che, laddove gli investimenti in energie rinnovabili si rivelino vantaggiosi nel lungo periodo, gli investitori potranno seguire il mercato.

Per i fondi pensione italiani, il messaggio che arriva da Londra è un prezioso suggerimento: in questo periodo di incertezze, i colleghi britannici non hanno cambiato idea sugli Esg. Frenare, e ignorare il problema, rischia di tradursi in scelte economicamente svantaggiose oltre che ambientalmente irresponsabili.

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