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Tokenizzazione, la frontiera dei mercati (con impatto Esg)
La tokenizzazione degli strumenti finanziari rappresenta una delle evoluzioni più rilevanti nell’incontro tra finanza tradizionale e tecnologie blockchain. Il concetto è semplice nella sua definizione, ma profondo nelle implicazioni. Consiste nella emissione di strumenti finanziari (azioni, obbligazioni e quote di fondi) sotto forma di token digitali registrati su infrastrutture Dlt (Distributed ledger technology, in particolare la blockchain), con pieno valore legale. Con registri distribuiti si intendono database duplicati in migliaia di computer nel mondo, chiamati nodi, senza una entità centrale che faccia da garante e possa manipolarli. A differenza della produzione di un semplice gemello digitale di qualcosa che già esiste, la tokenizzazione implica la nascita di strumenti finanziari nativi digitali, chiamati security token, appunto gestiti e trasferiti tramite blockchain o altre Dlt in contesti regolamentati. Questo consente di ridisegnare i processi di emissione, distribuzione, regolamento e custodia, aprendo la strada a un nuovo paradigma per i mercati finanziari.
I VANTAGGI DELLA TOKENIZZAZIONE
I benefici della tokenizzazione sono molteplici e riguardano l’intero ciclo di vita dello strumento finanziario. In primo luogo, vi è una significativa razionalizzazione dei costi operativi, grazie all’eliminazione e semplificazione di intermediari tradizionali come depositari centrali e clearing house. Quando ci sarà l’euro digitale on-chain o una stablecoin con l’euro diffusa, il regolamento delle transazioni sarà in tempo reale, riducendo a pochi istanti i tempi tipici del settlement adesso di due giorni. Un secondo vantaggio è rappresentato dalla maggiore trasparenza e tracciabilità. La registrazione su blockchain consente di avere una storia immutabile delle transazioni, migliorando i controlli e riducendo il rischio di frodi o errori. Altro elemento chiave è la frazionabilità. La tokenizzazione permette anche l’utilizzo di molte cifre dopo la virgola e il regolamento automatico anche di micro operazioni, un giorno si potrà addirittura arrivare al calcolo degli interessi non più su base giornaliera ma su base dei secondi di possesso. Infine, la tokenizzazione favorisce una maggiore liquidità dei mercati privati, ampliando potenzialmente la capacità di circolazione degli strumenti e rendendo più efficienti le transazioni su scala. Questo aspetto è particolarmente rilevante per strumenti finanziari tradizionalmente illiquidi, come private equity o private debt.
LA FRONTIERA DEL MERCATO USA
Negli Stati Uniti, la tokenizzazione ha già compiuto passi significativi, soprattutto grazie al coinvolgimento di grandi player finanziari. Società di asset management, banche e fintech stanno sperimentando e, in alcuni casi, implementando soluzioni basate su blockchain per l’emissione e gestione di strumenti finanziari. Secondo diverse analisi di mercato, la tokenizzazione viene considerata una delle principali direttrici di evoluzione dei mercati dei capitali nei prossimi anni. L’adozione è trainata dalla crescente domanda di efficienza, dalla digitalizzazione dei processi e dall’ingresso di nuovi investitori istituzionali nel mondo degli asset digitali. Esistono già tanti casi di tokenizzazione di azioni, quote di fondi e di bond, e il Nasdaq ha già annunciato l’apertura di un segmento di mercato per questo tipo di strumenti. Però il contesto normativo statunitense rimane frammentato, con interventi regolatori ancora in fase di definizione. Questo ha favorito l’innovazione, ma ha anche generato incertezza per gli operatori.
IL DLT PILOT REGIME E IL DECRETO FINTECH
In Europa, l’approccio è stato più strutturato. Il Dlt Pilot Regime, introdotto dall’Unione Europea, rappresenta un quadro normativo sperimentale che consente agli operatori di testare infrastrutture di mercato basate su Dlt per la negoziazione e il regolamento di strumenti finanziari tokenizzati. Il regime, di natura temporanea, deroga alcune normative tradizionali per favorire l’innovazione, mantenendo al contempo elevati standard di sicurezza e tutela degli investitori. L’obiettivo è valutare come integrare in modo stabile queste tecnologie nel sistema finanziario europeo. In Italia, il quadro normativo è stato ulteriormente rafforzato con il cosiddetto Decreto Fintech (D.L. 25/2023), che disciplina l’emissione e la circolazione di strumenti finanziari digitali. Il decreto introduce la figura del Responsabile del Registro, un soggetto autorizzato a gestire le scritture su Dlt con valore legale, sotto la vigilanza della Consob. Questo impianto normativo rende l’Italia uno dei Paesi più avanzati in Europa nella regolamentazione della tokenizzazione, offrendo un contesto chiaro per operatori e investitori.
LE PRIME TOKENIZZAZIONI IN ITALIA
Il mercato italiano ha iniziato a registrare le prime operazioni concrete di tokenizzazione. Tra queste, spicca il digital bond emesso da Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) su blockchain, sottoscritto interamente da Intesa Sanpaolo, che rappresenta uno dei primi esempi istituzionali di utilizzo della tecnologia Dlt per strumenti di debito. Nel caso specifico è stata scelta la blockchain pubblica Polygon PoS. Altri casi rilevanti sono un minibond e una nota strutturata tokenizzati sempre su blockchain pubblica con il coinvolgimento di UniCredit come istituzione finanziaria e di Weltix come Responsabile del Registro autorizzato da Consob. Le due operazioni sono state un passo importante verso l’adozione di queste tecnologie anche nel segmento delle Pmi e degli investitori privati, evidenziando come la tokenizzazione stia passando dalla fase sperimentale a quella operativa, coinvolgendo sia istituzioni pubbliche sia operatori privati. Nei prossimi anni, la sfida sarà scalare queste soluzioni, integrandole nei sistemi finanziari esistenti e sfruttandone appieno il potenziale, anche in chiave di sostenibilità. La tokenizzazione non è più una prospettiva futura, ma una realtà emergente che sta iniziando a cambiare, in profondità, il volto della finanza globale.
APPLICAZIONI FUTURE E IMPATTO ESG
Le potenzialità della tokenizzazione degli strumenti finanziari si estende ben oltre la semplificazione di emissione e settlement. Strumenti finanziari nativamente programmabili, trasparenti e auditabili possono abilitare nuovi modelli e soprattutto evolvere il flusso informativo a disposizione degli investitori. Particolarmente interessante è il legame con i temi Esg. La tokenizzazione può infatti facilitare la tracciabilità e la rendicontazione degli investimenti sostenibili, consentendo di monitorare in modo più preciso e integrato l’utilizzo dei capitali, integrando a livello dello strumento finanziario i Kpi legati all’impatto ambientale o sociale dei progetti finanziati. Ad esempio, strumenti finanziari tokenizzati potrebbero essere utilizzati per finanziare progetti di energia rinnovabile, con la possibilità per gli investitori di verificare in tempo reale i risultati e l’allocazione delle risorse, con un risvolto legato al comportamento stesso dello strumento finanziario: ad esempio un pagamento di cedole. In Italia esistono già varie applicazioni di frontiera nel mondo Esg in cui la blockchain e la tokenizzazione sono state usate non direttamente sullo strumento finanziario, ma su ambiti di contorno. Due sono i progetti più significativi. Il primo è un Green Bond emesso a giugno 2025 da Cdp in cui si usa la blockchain per tutta la rendicontazione agli investitori. Il secondo è il progetto ebitts di Enel, in cui sono stati emessi utility token che rappresentano watt di energia da fonte rinnovabile, di cui gli acquirenti possono godere i vantaggi senza dover installare impianti di alcun genere.
Andrea Papa
Debt Capital Market Director di Weltix Spa