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Rassegna stampa aumentata ESG/ 450

25 Mag 2026
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In questo numero: Clima, l'Onu sostiene la responsabilità degli Stati- Reporting Esg, Australia verso la semplificazione- Ocse: finanziamenti al clima record nel 2024- Agm, fondi e gestori contro i cda che omettono le proposte- Agm Exxon, battaglia per i diritti degli azionisti- World Bank: 107mld da prezzo del carbonio nel 2025

Quadrato_ETpro_OBLa “Rassegna stampa aumentata ESG” di ETicaNews, è un resoconto di analisi e commenti, principalmente orientato a livello internazionale, che punta la lente su alcuni dei principali snodi dell’informazione sui temi di sostenibilità negli ultimi sette giorni. Dando la precedenza agli argomenti su cui l’attenzione di ETicaNews è costante.

clima, l’onu sostiene la responsabilità degli stati

  • OGGETTO – L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato a favore di una risoluzione che sostiene che gli Stati hanno l’obbligo giuridico di affrontare il cambiamento climatico
  • DATA – 21 maggio 2026
  • FONTE – UN backs historic climate crisis ruling, despite US attempts to stop resolution
  • PAROLE CHIAVE: Onu, risoluzione, obbligo giuridico, Stati, cambiamento climatico, Vanuatu, Corte Internazionale di Giustizia, combustibili fossili, emissioni di gas serra, contenziosi climatici

Il 20 maggio l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato 141 a 8 a favore di una risoluzione che sostiene che gli Stati hanno l’obbligo giuridico di affrontare il cambiamento climatico. La risoluzione è stata presentata dall’isola di Vanuatu, nel Pacifico. Il voto appoggia lo storico parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia del luglio 2025, secondo cui gli Stati hanno l’obbligo e la responsabilità di ridurre l’uso di combustibili fossili, contrastare il riscaldamento globale e proteggere i cittadini dalla crescente crisi climatica. Il piccolo gruppo di Stati che ha cercato di bloccare la risoluzione è composto da alcuni dei maggiori produttori di petrolio e principali emettitori di gas serra, tra cui Stati Uniti, Russia, Iran, Arabia Saudita, Israele, Yemen, Liberia e Bielorussia. Altri 28 Paesi si sono astenuti. Il parere consultivo non è giuridicamente vincolante, ma è già utilizzato nei contenziosi climatici in tutto il mondo e i giudici stanno iniziando a farvi riferimento.

reporting esg, australia  verso la semplificazione

Il governo australiano è al lavoro su una serie di riforme normative per semplificare la regolamentazione di sostenibilità e ridurre gli oneri per le imprese. In particolare, Canberra ha proposto modifiche significative alle norme sulla rendicontazione aziendale introdotte nel 2024 ed entrate in vigore nel 2025 per escludere le società più piccole. La proposta è di alzare la soglia di obbligo di pubblicazione dei bilanci e dei reporting di sostenibilità alle imprese con un fatturato da 100 milioni di dollari australiani in su e un patrimonio di almeno 50 milioni di dollari. Inoltre, il governo ha anche annunciato l’intenzione di avviare una consultazione pubblica su proposte di riforma per ridurre anche gli oneri burocratici relativi alla rendicontazione sul clima, che comprende la disclosure sui rischi e le opportunità legati al clima e sulle emissioni di gas serra lungo tutta la catena del valore. Le modifiche mirano a definire limiti più chiari per le richieste di disclosure ai fornitori, in particolare per le piccole imprese.

ocse: finanziamenti climatici record nel 2024

  • OGGETTO – Secondo un rapporto dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, i finanziamenti per il clima nei Paesi ricchi hanno raggiunto livelli record nel 2024
  • DATA – 21 maggio 2026
  • FONTE – Wealthy countries’ climate finance hit record high in 2024, OECD says
  • PAROLE CHIAVE: Ocse, cambiamenti climatici, energie rinnovabili, finanziamenti, Paesi ricchi, Paesi in via di sviluppo

Secondo un rapporto dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), i finanziamenti per il clima dei Paesi ricchi hanno raggiunto livelli record nel 2024. I Paesi sviluppati hanno stanziato la cifra record di 136,7 miliardi di dollari per aiutare i Paesi più poveri ad affrontare i cambiamenti climatici, in aumento del 3% rispetto al 2023. Lo stanziamento è stato utilizzato in settori come l’espansione delle energie rinnovabili o il rafforzamento delle difese contro gli eventi meteorologici estremi. Tuttavia, i dati per il 2025 potrebbero mostrare un calo dopo che l’amministrazione Trump ha sospeso i contributi ai fondi internazionali per il clima. Al vertice Cop29 del 2024, i Paesi si sono accordati per aumentare i propri stanziamenti per il finanziamento del clima a 300 miliardi di dollari entro il 2035, una cifra considerata ancora insufficiente dagli economisti, per permettere ai Paesi in via di sviluppo di investire in energie pulite.

agm, fondi e gestori contro i cda che omettono le proposte

  • OGGETTO – Alcuni dei più grandi fondi pensione pubblici statunitensi stanno votando contro i membri del consiglio di amministrazione delle società che hanno omesso le proposte degli azionisti dal voto
  • DATA – 19 maggio 2026
  • FONTE – Investors putting US boards on notice over shareholder proposal omissions
  • PAROLE CHIAVE: Sec, no-action, agm, proposte azionisti, voto, società, fondi pensione, gestori, cda, Calpers, Schroders, Comptroller, New York

Alcuni dei più grandi fondi pensione pubblici statunitensi stanno votando contro i membri del consiglio di amministrazione delle società in cui hanno investito a causa dell’omissione di proposte degli azionisti durante questa stagione delle assemblee degli azionisti. Da novembre 2025, infatti, la Securities and Exchange Commission (Sec) ha adottato un nuovo regime secondo cui non si pronuncia più sulla maggior parte delle richieste di no-action. Diversi investitori e gestori patrimoniali avevano quindi messo in guardia le società statunitensi che stavano valutando la possibilità di votare contro i cda che si sarebbero avvalsi delle modifiche al regime della Sec per escludere proposte dal voto. Tra gli investitori che hanno affermato di voler ritenere responsabili le società ci sono il fondo pensione California Public Employees’ Retirement System (Calpers), l’asset manager britannico Schroders, il Comptroller dei fondi pensione della città di New York e il Comptroller dei fondi pensione dello Stato di New York.

Battaglia per i diritti degli azionisti all’agm di exxon

  • OGGETTO – Allianz Global Investors ha annunciato che sosterrà la proposta del Comptroller della città di New York contro il nuovo programma di voto di ExxonMobil
  • DATA – 21 maggio 2026
  • FONTE – Allianz GI backs NYC Comptroller’s proposal at Exxon on retail voting
  • PAROLE CHIAVE: Allianz Global Investors, ExxonMobil, Comptroller della città di New York, Iss, assemblea generale degli azionisti, proposta, programma di voto, diritti degli azionisti, cda

Allianz Global Investors ha annunciato che sosterrà la proposta degli azionisti contro il nuovo programma di voto di ExxonMobil all’assemblea generale degli azionisti prevista per il 27 maggio. A settembre la major petrolifera aveva presentato un nuovo programma di voto per gli azionisti al dettaglio, in cui li invitava a dare un’istruzione permanente di votare le proprie azioni in linea con le raccomandazioni del consiglio di amministrazione. Exxon era stata criticata per la mossa e accusata di cercare di indebolire i diritti degli azionisti. Il Comptroller della città di New York ha quindi presentato una proposta, per conto del fondo pensioni della polizia di New York, in cui chiede al cda della major di garantire che il programma offra molteplici opzioni indipendenti agli azionisti e non favorisca in modo eccessivo le raccomandazioni di voto del consiglio. Institutional Shareholder Services ha raccomandato agli azionisti di sostenere la proposta del Comptroller, mentre Exxon ha raccomandato di votare contro.

banca mondiale: 107 mld da prezzo del carbonio nel 2025

  • OGGETTO – Secondo un rapporto della Banca Mondiale, nel 2025 la fissazione di un prezzo globale per le emissioni di carbonio ha generato la cifra record di 107 miliardi di dollari
  • DATA – 20 maggio 2026
  • FONTE – Global carbon emissions pricing raised record $107 billion in 2025
  • PAROLE CHIAVE: Banca Mondiale, prezzo del carbonio, emissioni di carbonio, Ets

Secondo un rapporto della Banca Mondiale, nel 2025 la fissazione di un prezzo globale per le emissioni di carbonio ha generato la cifra record di 107 miliardi di dollari per diversi Paesi, circa il 2% in più rispetto al 2024.  Quasi il 30% delle emissioni globali di gas serra è coperto da un prezzo diretto del carbonio, attraverso 87 politiche già implementate, sotto forma di tasse, o attraverso un sistema di scambio di quote di emissioni (Ets), o un sistema di “cap-and-trade”. L’anno scorso, nuovi sistemi di scambio di quote di emissioni e tasse sul carbonio sono stati implementati in India, Giappone, Mauritania, Serbia e Vietnam. Se le politiche in fase di sviluppo in Paesi come Brasile e Turchia venissero implementate, quasi un terzo delle emissioni globali di gas serra sarebbe coperto da un sistema Ets o da una tassa sul carbonio. Il prezzo medio del carbonio è raddoppiato tra il 2016 e il 2026, passando da 10 $/tCO2e a quasi 21 $ per tonnellata metrica di anidride carbonica equivalente.

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