Lse, sul clima i gestori non bastano. Servono asset owner e governi

26 Mag 2026
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Gli investitori possono contribuire alla lotta al cambiamento climatico, ma non possono sostituirsi ai governi. La climate action deve basarsi su una comprensione più realistica del ruolo degli investitori nella sfida climatica, fondata su un approccio più pragmatico caratterizzato da una narrativa guidata dalle politiche piuttosto che dal mercato, meno promesse generalizzate e obiettivi più mirati e credibili.

Questi sono alcuni degli aspetti centrali analizzati nel report What can investors do about climate change?, pubblicato dalla London School of Economics and Political Science.

Lo studio, basato su quanto emerso da workshop tenutisi alla fine del 2025 con oltre 60 asset owner e asset manager tra Amsterdam, Londra, New York e Singapore (rappresentativi di 40–50 trilioni di dollari di asset), ha raccolto le prospettive di istituzioni che partecipano, si sono ritirate o non hanno mai aderito a iniziative climate-related.

La maggior parte degli investitori concorda sul fatto che il cambiamento climatico abbia un impatto finanziario rilevante e che essi abbiano un ruolo da svolgere per affrontarlo. Allo stesso tempo, però, viene messa in discussione l’idea che target, disclosure e stewardship possano da soli guidare la decarbonizzazione dell’economia senza il supporto di politiche governative.

«Gli investitori hanno ancora un ruolo importante da svolgere, ma il loro ruolo è di supporto e rafforzamento, non di sostituzione dei governi».

Il report evidenzia come la prossima fase dell’impegno degli investitori sul clima richieda un cambio di paradigma: occorre orientarsi verso una transizione trainata dalle policy governative, fondata su una valutazione più realistica della capacità di intervento degli investitori. «Sono infatti le decisioni dei governi e l’evoluzione tecnologica i fattori determinanti dei percorsi di decarbonizzazione».

 

In assenza di politiche capaci di allineare gli incentivi economici agli obiettivi climatici, si legge nel report, gli investitori non possono, in termini di sostenibilità, spingere le imprese ad agire in contrasto con le condizioni di mercato. Continuare a sostenere una narrativa centrata esclusivamente sulle dinamiche di mercato rischia, in questo scenario, di minare la credibilità degli operatori e di tradursi in iniziative inefficaci o puramente simboliche.

Come sottolineato dagli esperti, questo non significa ridurre l’attenzione degli investitori verso il cambiamento climatico; implica piuttosto una ridefinizione degli obiettivi climatici degli investitori.

LA FORZA DEGLI ASSET OWNER

Il report sottolinea inoltre un secondo elemento: considerato il loro ruolo e i vincoli entro cui operano, i gestori patrimoniali difficilmente saranno i principali promotori di questa trasformazione. Per imprimere una svolta concreta all’azione climatica degli investitori è quindi «necessaria una leadership chiara da parte degli asset owner per stimolare la climate action degli investitori, poiché questa è la base su cui si concentrano principalmente sia gli obblighi fiduciari sia i rischi relativi al cambiamento climatico».

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