REPORT IEEP COMMISSIONATO DA EEA
Rischi Esg, governance Ue sia anticipatoria
L’Europa ha bisogno di una governance anticipatoria e integrata per fronteggiare i rischi ambientali sistemici che attraversano i suoi sistemi energetici, alimentari, finanziari ed ecologici. È la tesi centrale del report “Systemic and Complex Risk Governance for Europe’s Preparedness and Sustainability“, elaborato dall’Istituto per la Politica Ambientale Europea (Ieep) in collaborazione con Ecologic Institute e commissionato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (Eea).
Il lavoro muove da una constatazione di fondo: l’Ue si trova ad affrontare quella che diversi osservatori definiscono una “policrisi”, ovvero la «convergenza di crisi multiple e interconnesse come cambiamento climatico, perdita di biodiversità, instabilità geopolitica e shock economici che si amplificano reciprocamente». I rischi ambientali non sono dunque fenomeni lineari e settoriali, ma sistemici e capaci di generare effetti a cascata e, in alcuni casi, irreversibili. Il progetto è stato strutturato attorno a tre task principali:
- produrre una banca dati di fattori di rischio ambientale attraverso una revisione sistematica della letteratura con orizzonte al 2050;
- applicare l’approccio qualitativo “risk constellations”, che consente di mappare come i rischi si combinano e si amplificano all’interno dei quattro sistemi di rischio: trasformazione energetica e industriale, sistemi economici e finanziari, sistemi alimentari, natura ed ecosistemi
- operazionalizzare i principi di “governance in complexity” elaborati dall’Eea attraverso sei casi studio.
I RISULTATI
Da questo lavoro, Ieep identifica tre priorità di governance:
- la necessità di rendere esplicite le dipendenze ambientali nelle politiche industriali, energetiche, finanziarie e alimentari, per ridurre le vulnerabilità strutturali;
- rafforzare la capacità adattiva trasversale ai sistemi e il coordinamento istituzionale;
- le capacità di governance anticipatoria vanno potenziate con strumenti pratici che consentano a decisori ed esperti di gestire rischi complessi prima che si trasformino in crisi.
Il report evidenzia anche un “tetto di complessità”: «Quando le interconnessioni tra rischi diventano troppo fitte, anche gli esperti perdono la visione d’insieme del sistema, rendendo ancora più urgente disporre di metodologie adeguate».
COMPETITIVITÀ, RESILIENZA E PREPAREDNESS
La conclusione del report è netta: competitività, resilienza e preparedness non possono essere trattate come agende distinte. La competitività dipende dalla capacità dei sistemi critici di restare funzionali sotto pressione ambientale, economica e geopolitica; la resilienza richiede di ridurre le vulnerabilità strutturali trasversali; la preparedness implica che gli assetti di governance siano operativi prima che i rischi si materializzino.
In questo senso, «la governance dei rischi ambientali sistemici non è più una questione periferica: è una condizione centrale per l’efficacia dell’azione europea».
Alessandro Fenili
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