la commissione propone l'abrogazione della norma

Clima, è ufficiale: la Sec chiede no-disclosure

18 Giu 2026
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Arriva il passaggio formale della Securities and Exchange Commission, la quale ha chiesto formalmente la revoca degli obblighi di disclosure climatica. La norma era stata varata a inizio 2024, e, da subito, aveva alimentato una serie di cause sostenute dai Repubblicani

La Securities and Exchange Commission (Sec) degli Stati Uniti ha proposto ufficialmente di abrogare la norma sull’obbligo di disclosure climatica, emanata sotto la precedente amministrazione, poiché eccede l’autorità legale dell’agenzia. Come segnalato nella Rassegna stampa aumentata ESG/451, la norma (nata nel marzo 2024 con l’intento di uniformare le comunicazioni sui rischi ambientali) avrebbe obbligato tutte le società quotate a divulgare i rischi derivanti dal riscaldamento globale e il contributo delle loro attività al cambiamento climatico.

Tuttavia, la normativa è stata subito sospesa perché ostacolata da battaglie legali promosse da numerosi gruppi industriali e Stati a guida repubblicana. La norma era stata emanata sotto la presidenza del precedente presidente della Sec, Gary Gensler, nominato dal presidente Joseph R. Biden Jr., e nella sua versione definitiva era già stata resa meno rigorosa rispetto alla versione iniziale, che avrebbe imposto alle aziende di rendere note le emissioni prodotte dai propri clienti e fornitori.

La svolta decisiva è avvenuta già nel febbraio 2025, quando Mark Uyeda, allora presidente ad interim della Sec, ha ordinato all’agenzia di cessare ogni difesa legale della norma in tribunale.

Paul Atkins, nominato dal presidente Trump e insediatosi come presidente della commissione lo scorso anno, ha dichiarato nei giorni scorsi in un comunicato che la norma eccedeva i poteri legali dell’agenzia, che avrebbe agito più come un ente ambientale che finanziario, tema cavalcato dai sostenitori della revoca. Al contrario, gli attivisti per il clima e i sostenitori dei criteri Esg criticano duramente la decisione, sostenendo che essa privi gli investitori di informazioni essenziali sulla stabilità economica a lungo termine. La proposta di revoca ha rappresentato una vittoria per una serie di gruppi di interesse economici che avevano esercitato pressioni per abolire o indebolire la normativa, tra cui compagnie aeree, società di trivellazione petrolifera e del gas, agricoltori, commercianti al dettaglio e autotrasportatori.

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