Nel dibattito sull’Esg nei private markets, la governance rappresenta la componente più direttamente influenzata dall’ingresso di un investitore finanziario. Oltre all’apporto di capitale, i fondi di private equity intervengono infatti sull’organizzazione delle imprese, favorendo l’evoluzione degli organi decisionali e il ricambio manageriale. È questo uno degli aspetti principali messi in evidenza dal nuovo report “Medie imprese italiane e Private Equity”, edizione 2026 e pubblicato dall’Area Studi Mediobanca, che approfondisce gli effetti dell’apertura del capitale sulla governance delle imprese.
CDA PIÙ STRUTTURATI E MENO MONOCRATICI
L’analisi evidenzia che già nell’anno dell’investimento la dimensione media dei consigli di amministrazione cresce da 3,5 a 4,9 componenti, per arrivare a 5,5 due anni dopo. Parallelamente, i consigli monocratici si riducono drasticamente, passando dal 20,3% al 4,5% del totale. Il rafforzamento degli organi di governo rappresenta uno degli effetti più immediati dell’ingresso del fondo.

RICAMBIO GENERAZIONALE NELLA GOVERNANCE
L’apertura del capitale produce anche un progressivo rinnovamento delle persone chiamate a governare l’impresa. Al momento dell’ingresso del fondo, il 43,1% degli amministratori è già presente nei board e, tra questi, il 70% mantiene la stessa carica. Due anni dopo la quota degli amministratori già presenti scende al 30 per cento.
In parallelo, diminuisce l’età media dei consigli di amministrazione, che passa da 65 a 59 anni nell’anno dell’investimento e a 58 anni nei due anni successivi. I nuovi ingressi riguardano infatti profili mediamente più giovani, con un’età di 56 anni, mentre gli amministratori che escono hanno in media 69 anni.
BOARD PIÙ APERTI ALLE COMPETENZE ESTERNE
Lo studio rileva inoltre un’evoluzione nella composizione dei board. Dopo l’ingresso del private equity diminuisce la quota di amministratori “locali”, cioè nati nella stessa provincia della sede aziendale, dal 52,9% al 31,4%, fino al 24,9% dopo due anni. Un dato che riflette l’apertura delle imprese a competenze esterne rispetto al tradizionale radicamento territoriale.
Ma attenzione alle criticità in termini di diversity. Il report evidenzia invece una riduzione della presenza femminile nei consigli di amministrazione, che passa dal 13,9% al 9,7 per cento. Nel 70% dei casi le donne presenti nei board risultano anche azioniste dirette della società.
LA GOVERNANCE “TRASFORMATIVA”
Nel complesso, secondo il report Mediobanca, l’ingresso di un investitore di private equity non modifica soltanto la struttura proprietaria delle imprese, ma incide in maniera significativa anche sulla loro governance attraverso consigli di amministrazione più articolati, un progressivo ricambio generazionale e una maggiore apertura verso competenze esterne. Un insieme di cambiamenti che conferma come la governance rappresenti una delle principali aree di trasformazione nelle operazioni di private equity.
Fabrizio Guidoni