L'indagine della Commodity Futures Trading Commission

Usa, crediti carbonio volontari sotto tiro

25 Set 2026
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La Commodity Futures Trading Commission degli Stati Uniti starebbe conducendo un’ampia indagine su presunte frodi nel mercato volontario dei crediti di carbonio, sulla base di piste investigative già pervenute. Sotto la lente i registri di crediti di carbonio, gli organismi di validazione e certificazione e le agenzie di rating

Le lacune di regolamentazione e i dubbi sulla validità delle compensazioni hanno da sempre gettato un’ombra sul mercato volontario del carbonio. Gli scandali scoppiati negli ultimi anni e le accuse di greenwashing che hanno coinvolti alcuni player non hanno certo aiutato. Ora anche le autorità di regolamentazione vogliono vederci chiaro. La Commodity Futures Trading Commission (Cftc) ha lanciato un’ampia indagine sul mercato volontario dei crediti di carbonio. Lo riporta il giornale finanziario Bloomberg. Gli investigatori starebbero inviando richieste di documentazione relative a progetti di carbonio considerati potenzialmente problematici dalla Commissione.

In particolare, come anticipato dalla rassegna sostenibile di questa settimana (OB/ 459 “Crediti di carbonio, maxi indagine sul mercato volontario”), l’indagine includerebbe i crediti associati alla bonifica di vecchi pozzi petroliferi abbandonati e i crediti legati alla riduzione delle emissioni derivanti dalla deforestazione e dal degrado forestale. L’autorità di regolamentazione dei derivati ​​statunitense avrebbe concentrato la propria attenzione sui principali registri di crediti di carbonio con sede negli Stati Uniti, sugli organismi di validazione e certificazione e sulle agenzie di rating terze, anche se non è ancora chiaro quali aziende o progetti abbiano ricevuto le richieste. Inoltre, sarebbero in corso piani per cercare ulteriori informazioni attraverso gli organismi internazionali competenti.

SOTTO LA LENTE

La Commodity Futures Trading Commission non ha ancora annunciato pubblicamente questa nuova indagine. Tuttavia, non si tratta della prima mossa di questo tipo da parte dell’authority statunitense. La Cftc, infatti, aveva già intrapreso una prima indagine per presunte frodi nel mercato volontario del carbonio nel 2024, arrivando a intraprendere i primi procedimenti nell’ottobre di quell’anno contro alcune società di sviluppo di crediti di carbonio per aver fornito informazioni false o fuorvianti. L’indagine in corso, secondo le fonti anonime citate, comprenderebbe piste investigative già pervenute al regolatore nel corso di più anni, anche sotto le precedenti amministrazioni.

L’emissione di crediti di compensazione volontaria del carbonio ha registrato un boom quando le aziende hanno iniziato a impegnarsi pubblicamente a ridurre le proprie emissioni e ha raggiunto il picco nel 2021. Da allora, però, il mercato volontario ha registrato un calo, a causa di problemi riguardo la qualità delle compensazioni, accuse di greenwashing e anche un più ampio ritiro dagli impegni climatici da parte delle aziende acquirenti. Secondo un’analisi di BloombergNEF, l’anno scorso, l’emissione annuale di crediti volontari è scesa del 12 percento.

Alessia Albertin

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