CONFRONTO TRA prodotti GLOBALI NEL PRIMO SEMESTRE

2026, fondi sostenibili battono tradizionali

29 Set 2026
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Nei primi sei mesi dell'anno, i fondi sostenibili globali hanno sovraperformato quelli tradizionali, con un rendimento del 4,9% contro il 4% grazie anche alla maggiore esposizione all’azionario. La raccolta è stata positiva pari a 37,7 miliardi di dollari, mentre il patrimonio ha raggiunto un nuovo record, superando i 4 trilioni $

I fondi sostenibili hanno chiuso il primo semestre 2026 con una performance mediana del 4,9%, superiore al 4% registrato dai fondi tradizionali. È uno dei dati principali della nuova edizione di Sustainable Reality del Morgan Stanley Institute for Sustainable Investing, realizzata su dati Morningstar relativi a circa 99mila fondi globali.

La sovraperformance registrata è legata, spiega Morgan Stanley, a una maggiore presenza di fondi azionari nel campione dei fondi sostenibili rispetto ai fondi tradizionali (56% dell’universo, contro il 41% dei fondi tradizionali).

Nel primo semestre, i fondi azionari sostenibili hanno registrato un rendimento mediano del 9%, contro l’8,6% dei peer tradizionali. Al contrario, il fixed income sostenibile ha segnato -1,3%, rispetto al +1,3% dei fondi tradizionali. Le altre categorie hanno registrato rispettivamente il 2,5% e il 3 per cento.

Nel complesso, i fondi sostenibili hanno registrato una performance superiore a quella dei tradizionali in tutte e quattro le principali aree geografiche. La buona performance relativa dei fondi sostenibili nelle Americhe e nell’area Apac ha contribuito alla sovraperformance complessiva dei fondi sostenibili, compensando l’effetto della loro maggiore esposizione all’area Globale ed Europa. Nonostante i rendimenti mediani più contenuti registrati in queste due aree, i fondi sostenibili hanno comunque sovraperformato quelli tradizionali sia in Europa sia a livello globale.

PATRIMONIO RECORD DI 4,24 TRILIONI

A fine giugno 2026, gli asset under management dei fondi classificati come sostenibili da Morningstar hanno raggiunto il record di 4,24 trilioni di dollari, in crescita del 4,8% rispetto a dicembre 2025. La quota sul totale degli Aum è però scesa al 6,1%, dal picco del 7,2% registrato a dicembre 2023, per via dei maggiori afflussi registrati nel periodo dai fondi tradizionali.

RACCOLTA PRIMO SEMESTRE,  PER 37,7 MILIARDI

Sul fronte dei flussi, dopo un 2025 caratterizzato da importanti deflussi, i fondi sostenibili hanno registrato nel primo semestre 37,7 miliardi di dollari di afflussi netti, pari allo 0,9% dell’Aum di fine 2025. La crescita si è concentrata soprattutto nel primo trimestre: dopo 33,5 miliardi di dollari di afflussi tra gennaio e marzo, nel secondo trimestre i flussi si sono ridotti a 4,2 miliardi. Il dato resta inferiore a quello dei fondi tradizionali, che nel semestre hanno registrato afflussi pari al 2,5% dell’Aum di fine 2025.

A livello geografico, i fondi sostenibili domiciliati in Europa hanno registrato afflussi per 43,9 miliardi di dollari e, anche in questo caso, quasi tutti gli afflussi sono arrivati nel primo trimestre.

In Nord America, il secondo trimestre ha segnato 3,1 miliardi di dollari di afflussi, interrompendo oltre tre anni di deflussi. I fondi sostenibili domiciliati in Asia hanno registrato la performance peggiore nel primo semestre 2026 tra le diverse aree geografiche, con deflussi per 7,5 miliardi di dollari.

In termini di tipologia di prodotti ai sensi Sfdr, i fondi articolo 8 hanno registrato 242,2 miliardi di dollari di afflussi nel primo semestre. Di questi, 45,8 miliardi riguardano gli articolo 8 classificati come Sustainable da Morningstar (il 19% del totale). Gli articolo 9 hanno invece registrato nel secondo trimestre piccoli afflussi, pari a 0,8 miliardi di dollari, dopo deflussi nel primo trimestre. Il saldo del primo semestre è quindi risultato sostanzialmente vicino allo zero, interrompendo una sequenza di dieci trimestri consecutivi di deflussi.

Noemi Primini

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