Sfdr 2.0, Efama: attenzione alla coerenza tra le norme

27 Ott 2026
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La scorsa settimana, l’European Fund and Asset Management Association (Efama) ha pubblicato le proprie sei priorità in concomitanza con l’avvio dei triloghi sulla revisione del Regolamento Sfdr.

Avviata con l’obiettivo di semplificare il quadro normativo, la revisione dovrebbe approdare a tre categorie di prodotto ben distinte, facilmente comprensibili per l’investitore finale e semplici da spiegare per i distributori, basate su pochi criteri chiari e applicabili utilizzando i dati attualmente disponibili.

Queste le indicazioni:

  1. Categoria Transition: rendere alternative, anziché cumulative, le condizioni di accesso, per evitare di restringere eccessivamente l’universo investibile.
  2. Debito sovrano e settore pubblico: ammettere le obbligazioni governative extra-Ue nella categoria Transition, valutandole sulla base della metodologia documentata dal gestore.
  3. Categoria Esg Basics: consentire la misurazione della sovraperformance a livello di portafoglio, richiederla su un solo indicatore ed eliminare gli obblighi informativi aggiuntivi sull’allineamento alla Tassonomia.
  4. Engagement: evitare obblighi di applicazione e rendicontazione delle strategie di engagement a livello di prodotto, mantenendolo uno strumento flessibile.
  5. Indicatori Pai: lasciare ai gestori la possibilità di selezionare i Pai più adatti agli obiettivi e alla strategia del loro prodotto, motivando le scelte effettuate.
  6. Fia per investitori professionali: consentire ai fondi di investimento alternativi riservati agli investitori professionali di optare per l’esclusione dalla disciplina, senza vietare loro di comunicare le caratteristiche di sostenibilità.

«Le diverse normative devono essere coerenti tra loro – ha dichiarato Tanguy van de Werve, Direttore Generale di Efama -. Introdurre un nuovo framework per i prodotti mantenendo al contempo regole di adeguatezza obsolete al momento della vendita non farebbe altro che confondere proprio gli investitori che la riforma intende tutelare».

 

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