laborfonds presenta il primo bilancio sociale
Fondi pensione, una “banca” del territorio?
E se il fondo pensione diventasse una banca? O si comportasse da assicurazione? In una fase in cui il mondo previdenziale è angustiato dall’ipotesi, ventilata a livello governativo, di introdurre una portabilità dei fondi pensione che aprirebbe alla competizione libera anche nei confronti di soggetti del mercato finanziario (banche e assicurazioni, appunto), l’ipotesi della trasformazione opposta, ovvero dell’ente pensionistico in banca, è senza dubbio intrigante.
Ad alimentare la riflessione su questo concetto, è un’iniziativa presentata qualche giorno fa da Laborfonds, il fondo pensione dedicato ai lavoratori e alle lavoratrici dipendenti da datori di lavoro che operano nel territorio del Trentino-Alto Adige. L’ente, già distintosi in passato per scelte strategiche innovative, ha presentato il suo primo Bilancio Sociale. Anche solo per questo, l’iniziativa è pionieristica tra i fondi pensione italiani negoziali (tra i preesistenti ci sono casi come il Fondo pensione delle Bcc e quello di Intesa Sanpaolo).
Ma Laborfond ha fatto qualcosa di più. Di fatto, ha costruito un report di impatto, focalizzato sugli effetti economici delle attività del fondo nel territorio. In 25 anni di attività, Laborfond ha erogato supporto finanziario a 460 imprese locali, attraverso le partecipazioni nel Fondo Strategico Trentino-Alto Adige e nel Fondo Euregio+ Pmi. Mentre, tramite il Fondo Housing Sociale Trentino, ha contribuito a realizzare 516 alloggi a canone moderato. Nel frattempo, ha restituito 1,8 miliardi di euro agli iscritti, e 259 milioni di imposta sostitutiva ritornati per le Province Autonome di Trento e Bolzano.
In parallelo, gli investimenti nei fondi partecipati contribuiscono alla transizione sostenibile, con stime di 515.000 tonnellate di Co₂ evitate ogni anno e un milione di MWh di energia rinnovabile prodotta annualmente.
È chiaro che tutto questo non rappresenta attività bancaria. Lo chiarisce anche il presidente del fondo, Lorenzo Bertoli, nella lettera che introduce il bilancio: «Laborfonds non è una banca né una compagnia assicurativa».
Ma è assolutamente rilevante la volontà del fondo pensione di enfatizzare la propria attività di sostegno all’attività economica del territorio, e la propria capacità di creare e condividere valore con la comunità in cui agisce. Il tutto mantenendo un approccio Esg.
Si tratta di una scelta di posizionamento che rende il fondo pensione più competitivo. Ossia, lo rende attrattivo, in termini di adesioni, verso i più giovani, sfida esistenziale del comparto previdenziale. Dal 2023 al 2025, la quota di aderenti con meno di 30 anni è passata dall’11 al 14 per cento. Solo nel 2025, la quota di nuovi ingressi con meno di 30 anni è stata del 46 per cento.
Con questa capacità di attrazione, Laborfonds non sarà una banca, ma certo è tra i fondi pensione che meno temono la competizione di banche e assicurazioni.
Fondo pensione Intesa SanpaoloLaborfondsLorenzo Bertoli