Che la guerra torni una cosa da film

3 Apr 2026
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“Perché vedete… Le guerre non le fanno solo i fabbricanti d’armi e i commessi viaggiatori che le vendono… ma anche le persone come voi, le famiglie come la vostra che vogliono, vogliono, vogliono e non si accontentano mai: le ville, le macchine, le moto, le feste, il cavallo, gli anellini, i braccialetti, le pellicce e tutti i cazzi che ve se fregano… costano molto! E per procurarseli qualcuno bisogna depredare! Ecco perché si fanno le guerre!”

[…]

». 

[Pietro Chiocca, interpretato da Alberto Sordi, nel film “Finché c’è guerra c’è speranza”, 1974]

Quando Alberto Sordi interpretava il commesso viaggiatore senza scrupoli che girava il mondo per fare i milioni con la vendita delle armi, al fine di sostenere il tenore di vita insensato della famiglia, la storia riusciva a strappare sorrisi. Lasciava, comunque, uno strano retrogusto di scomodità esistenziale.

In queste settimane, si fanno più serie le voci di una prossima quotazione in Borsa, a fine giugno, del gruppo franco tedesco della difesa Knds. Obiettivo, sfruttare «lo straordinario ciclo di crescita nel settore della difesa», ha detto il ceo del gruppo Jean-Paul Alary qualche giorno fa.

Le parole meritano una traduzione. Quando si parla di “gruppo della difesa”, significa un gruppo che produce armi. Quando si parla di “ciclo di crescita nel settore della difesa”, significa un mondo in cui aumentano le guerre.

L’interrogativo è scomodo: se un’azienda “della difesa” ha come obiettivo quello legittimo del profitto, è possibile che le sue aspettative (e così i budget, il piano industriale, ma anche le remunerazioni dei suoi manager) siano considerabili allineate con gli obiettivi della comunità?

Non è qui il caso di studiare una risposta, intricata tra molteplici visioni, interpretazioni e casi storici affini e similari.

Vale però la pena ritagliarsi qualche momento per riflettere, rivedendosi, oggi con molta più amarezza di ieri, “Finché c’è guerra c’è speranza”.

Con la speranza che sia la speranza a prevalere.

Riprendiamo le pubblicazioni mercoledì 8 aprile.

Buona visione a tutti

Redazione ET.

 

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