Csddd, tra oggi e domani si decide sulla versione light

7 Mar 2024
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Saranno oggi e domani i due giorni in cui si deciderà il destino della Csddd. Secondo i rumors che circolano sui social, la presidenza belga del Consiglio dell’Unione europea sta presentando un ultimo tentativo di trovare un compromesso, nei tempi che consentano di portare la proposta al Parlamento Ue in questa legislatura.

Sul tavolo sono stati proposte concessioni strutturali che dovrebbero eliminare le obiezioni alla Csddd. In particolare, la proposta andrebbe a rispondere alle preoccupazioni degli Stati membri dell’Ue su questioni chiave quali:

  • Sul tema “Scope” – innalzamento delle soglie per colpire le aziende più grandi
  • Sul tema “Catena del valore” – rifocalizzazione sulle relazioni dirette
  • Sul tema della “Responsabilità civile” – consentire una certa flessibilità nel recepimento

Il percorso temporale dovrebbe essere questo: oggi 7 marzo, i ministri dell’Ue si riuniranno nel Consiglio Compet per discutere il Csddd come punto all’ordine del giorno; domani, venerdì 8 marzo, gli ambasciatori dell’Ue in seno al Coreper si incontreranno per un’ultima possibilità di concordare un accordo di compromesso.

 

1 commenti

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  • Settimio

    Il nomos dei bilanci di sostenibiltà.
    Un titolo per un bel testo sui bilanci, che prosegue e sviluppa il pensiero preziono presente nel teso del prof. Enrico Caterini: “Sitema gIuridico del Bilancio nella legalità costituzionale”.

    Occorre approvare, subito, la CS3D, per far diventare il dispositivo ESG, considerato all’altezza della CSRD, soltanto come strumento comunicativo, uno strumento che invece inizia a coniugare e a far convivere l’interesse individuale con interessi comuni, fertilizzando così, con il sociale, la trasformazione in corso del capitalismo, da cui non possiamo prescindere. Sono posizione logiche ed ideologiche in forte antitesi teorica, anzi, si negano. Sarà l’inizio di un progressivo, divisivo, politico, nuovo nomos indirizzante il processo di ricerca di “grandi spazi”, con tanto di responsabilità. Poi ci si organizzerà internamente (in Europa) per le caratteristiche più tipiche che ciascun Stato membro possiede, e per ridurre l’effetto dell’incisione divisiva che il “nomos contabile” inevitabilmente produrrà anche all’interno del perimetro Ue. Chi non considera o non valuta con conoscenza e coscienza l’effetto Politico, anzi del Politico, quello dominante, di Mare, che si sta muovendo dentro grandi spazi, per il sottoscritto, ho non ha capito il giogo, oppure lo ha capito fin troppo bene e gioca la partita della non approvazione della CS3D, per lasciare che la CSRD continui a determinare le condizioni di discrezionalità del gestore, un produttore e comunicatore di dati, che potrebbero, invece, essere normativi, dosarsi nel tempo, da cui invece può, senza CS3D, discostarsi nell’azione, senza responsabilità, magari pure
    nella menzogna (il problema climatico non esiste…..),. Sarà punito dai Mercati Finanziari?