Decima edizione del Sustainable Competitiveness Index

ET.Pro
11 Ott 2021
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Pubblicata la decima edizione del Global Sustainable Competitiveness Index (Gsci). Realizzato dal 2012 da Solability, è la classifica più completa dei Paesi attualmente disponibile. Il Gsci misura la competitività dei Paesi sulla base di 131 indicatori quantitativi misurabili, derivati da fonti affidabili, come la Banca Mondiale, il Fmi e varie agenzie delle Nazioni Unite. I 131 indicatori sono raggruppati in 5 sottoindici: capitale naturale, efficienza e intensità delle risorse, capitale intellettuale, efficienza della governance e coesione sociale.

«Il punteggio più alto – si legge in una nota – di competitività sostenibile raggiunto nel 2021 è 62, la media globale di competitività sostenibile è 45: siamo ancora lontani da un mondo veramente sostenibile e competitivo. Una piccola maggioranza del 53% degli sviluppi a livello mondiale mostra tendenze positive, indicando che possiamo aspettarci piccoli miglioramenti positivi in futuro. Tuttavia, la maggior parte degli sviluppi del capitale naturale sono deterrenti: sfortunatamente, dobbiamo aspettarci un ulteriore declino dell’ambiente naturale».

In termini di piazzamenti, la Scandinavia continua a guidare il Gsci: la Svezia è in testa, seguita da vicino da Danimarca, Islanda e Finlandia, mentre la Norvegia è al 9° posto. I primi 20 posti sono dominati dai Paesi del Nord Europa, compresi gli Stati baltici. Delle prime venti nazioni solo una non è europea: la Nuova Zelanda all’11esimo posto.

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