ESG.IAMA - Analisi a confronto negli anni

Engagement: 1 Sgr su 2 ascolta l’asset owner

24 Mar 2026
Notizie ESG Governance Commenta Invia ad un amico
I dati che emergono dall'assessment mostrano risultati positivi, dove la metà dei gestori tiene caro il punto di vista degli investitori istituzionali per l'engagement e addirittura alcuni anche degli investitori al dettaglio

In questo periodo di confusione negli Esg, le Sgr hanno compreso che prendere in considerazione il punto di vista degli investitori istituzionali può essere un fattore competitivo e strategico. La percentuale di Sgr che dà peso alle opinioni degli asset owner per fare engagement cresce. Cresce anche la percentuale, seppur inferiore, di coloro che prendono in considerazione anche i punti di vista degli investitori retail. Lo conferma l’assessment ESG.IAMA 2025.

Nel corso degli anni, ESG.IAMA (ESG Identity Asset Manager Assessment) ed ESG.IAMA Private hanno coinvolto un numero sempre maggiore di Sgr internazionali. A fine febbraio 2026, infatti, sono stati analizzati e valutati un totale di 118 asset manager, per un Aum complessivo di circa 48,9 trilioni di euro:

Il campione offre già un’ampiezza significativa per potere fare delle valutazioni comparative. In particolare, questo articolo, il quinto di questa serie (vedi qui i precedenti: “Sgr, 7 su 10 confermano il net zero“, “Sgr, il focus Esg è entrato nei board“, “Sempre più Sgr con bonus Esg al board” e “Retribuzioni Esg, boom nelle sgr del private“), si focalizza sull’engagement legato a target Esg e in particolar modo sul valore che viene dato alle opinioni di diverse tipologie di clienti dell’asset manager.

Alla domanda se il gestore prenda in considerazione i punti di vista degli investitori nelle sue linee guida per l’engagement, i risultati sono positivi, in quanto mostrano come esattamente due gestori su tre, il 66,66 percento, tengano caro il punto di vista dei propri clienti per sviluppare il proprio engagement con gli asset investiti. Entrando nel dettaglio, il 47,37% dà valore al pensiero degli asset owner (fondi pensione, casse di previdenza e simili) e il 14,04% addirittura si interessa dell’opinione degli investitori al dettaglio.

Questi risultati specifici sono in crescita rispetto al 2024, dove complessivamente il 63,49% si interessava del punto di vista degli investitori e in particolare il 42,86% per gli investitori istituzionali e l’11,11% dei retail Tuttavia vi è un calo rispetto alla esuberanza del 2023, anno in cui per la prima volta le Sgr sono state interrogate su questo tema (e in cui forse hanno risposto in maniera troppo ottimista), dove il 71,43% affermava di tenere in considerazione l’opinione dei clienti, e nello specifico il 63,27% per gli asset owner e il 26,53% per gli investitori al dettaglio.

Tenendo in considerazione la crescente rilevanza del “potere” degli investitori istituzionali, che sempre più ridistribuiscono i capitali dalle Sgr meno Esg a quelle più virtuose (vedi “Un solo fondo pensione sposta 64 mld sugli Esg*” e “Il fondo pensione Pfzw toglie 29 mld da Blackrock e L&G“), è coerente vedere come una percentuale di quasi la metà dia peso ai loro punti di vista nel strutturare le linee guida del proprio engagement Esg. Rimane comunque da chiedersi, l’altra metà dei gestori ha ricevuto la memo del mondo previdenziale?

Alessandro Fenili

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