ET.Analist/ M&G: «L’idrogeno per l’obiettivo net zero»

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27 Mag 2021
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ET.Analist è lo spazio in cui ETicaNews raccoglie i contributi di analisti, asset manager e studiosi che fanno il punto su temi specifici del mondo della finanza sostenibile. Nell’ultimo numero (Finanza Sri, gli ultimi report degli analisti/ 24Randeep Somel, gestore del fondo M&G (Lux) Climate Solutions nel documento “È questo il decennio dell’idrogeno?” parte da una considerazione: «la corsa verso l’azzeramento delle emissioni nette di CO2» può contare sull’adesione di Cina e Usa agli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

Alla luce di queste decisioni di carattere geopolitico, occorre stabilire però un quadro di riferimento che ci accompagni verso il traguardo net zero. In questo il passaggio a fondi di energia rinnovabile sarà determinante ma non sufficiente. Nel settore dei trasporti (19% delle emissioni mondiali), ad esempio, al momento non esiste un modo efficace per favorire il passaggio all’elettrico di attività come veicoli pesanti e viaggi aerei, lo stesso vale per l’industria, dove la produzione di acciaio e cemento costituisce il 16% delle emissioni globali.

L’alternativa, secondo M&G è costituita dall’idrogeno. Oggi abbiamo a disposizione le tecnologie per produrre idrogeno da fonti di energia rinnovabile a emissioni zero, come l’energia eolica e solare: gli elettrolizzatori (l’azienda britannica ITM Power è leader nel settore); mentre un altro avanzamento tecnologico riguarda le celle a combustibile, dove l’idrogeno è riconvertito in una forma di energia utilizzabile come l’elettricità (la britannica Ceres Power ha ridotto drasticamente i costi attraverso un design innovativo). A questo si aggiunge la necessità di una catena di approvvigionamento perché questo processo funzioni e sia economicamente sostenibile. Ciò coinvolge i produttori di energia rinnovabile, i gasdotti industriali e i trasporti, fino ai produttori di articoli derivati che ora useranno l’idrogeno al posto dei combustibili fossili.

M&G cita a questo proposito aziende come il produttore di energia eolica offshore Orsted, l’utility italiana di gasdotti Snam e Linde, che opera nel comparto dei gas industriali a livello globale (che hanno acquistato partecipazioni dirette in ITM Power) e il grande produttore di petrolio Shell, ora il principale cliente di ITM Power. Mentre il gruppo industriale cinese Weichai e l’azienda tedesca di ingegneria e tecnologia Robert Bosch hanno entrambi acquistato partecipazioni dirette in Ceres Power.

Si attende ora una crescita del mercato di riferimento per l’idrogeno verde, che vale oggi circa 2GW o 1,6 miliardi di dollari. La Ue ha come obiettivo circa 6 GW entro il 2024 e circa 40 GW entro il 2030, mentre si attende all’inizio del 2022 la strategia sul carbonio del Regno Unito. I maggiori ostacoli all’adozione dell’idrogeno verde restano quindi lo sviluppo delle infrastrutture e gli attuali livelli di costo.

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