ET.Analist/ Pictet Am: «La sostenibilità spinge gli istituzionali verso il value»

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20 Apr 2021
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ET.Analist è lo spazio in cui ETicaNews raccoglie i contributi di analisti, asset manager e studiosi che fanno il punto su temi specifici del mondo della finanza sostenibile. Nell’ultimo numero (Finanza Sri, gli ultimi report degli analisti/ 23Marco Ghilotti, Senior Business Development Manager e Gabriele Susinno, Senior Client Portfolio Manager di Pictet Asset Management nel documento “Il ritorno dei titoli value, ma solo se sostenibili” sottolineano che dall’inizio dell’anno gli investitori istituzionali hanno cominciato a muovere i portafogli verso titoli ciclici e value.

Secondo la società questa tendenza si rafforzerà nel corso del 2021 guidata soprattutto da una «forte attenzione verso la sostenibilità». Questo orientamento è dato dall’approccio per cui si scelgono con attenzione settori e società esposti positivamente alla rotazione cyclical e value garantendo al contempo gli aspetti ambientali, sociali e di governance (Pictet conferma inoltre la convinzione che non ci siano E ed S senza G).

Per la società, dunque, «nessuna crescita resiliente sarà raggiunta senza una seria integrazione degli aspetti Esg nelle decisioni di investimento», e gli istituzionali vanno in questa direzione, spinti non solo dai regolatori ma anche dall’impegno dei cda «che stanno trovando nell’engagement una delle soluzioni». Fra i trend emersi nel corso del 2020 (e destinati a durare) Pictet Am individua la diffusione di modelli digitali sul settore dell’educazione e della formazione professionale (secondo l’Unesco 1,4 miliardi di persone che si sono formate prevalentemente da remoto) e le misure messe in campo da diversi governi dell’Ocse (come il Green Deal europeo) che indicano la sostenibilità come l’opportunità di crescita del secolo, offrendo un grande supporto all’innovazione nei trasporti, nelle costruzioni, nelle energie rinnovabili e nella digitalizzazione.

Questo scenario positivo si rivela favorevole verso i titoli ciclici, «come industriali e materiali, esposti alla crescita attesa del Pil», e value, «favoriti rispetto ai growth dalle aspettative di un aumento del rendimento reale». Persistono tuttavia rischi in termini di potenziale ritorno di un’inflazione superiore alle attese o di un aumento della disoccupazione e di ulteriori difficoltà aziendali se la pandemia dovesse protrarsi più a lungo. «Resta da capire – conclude l’analisi – come conciliare il ritorno del value con l’approccio Esg, dal momento che la maggior parte delle strategie di investimento Esg tende a essere orientata verso settori in crescita come la tecnologia. L’intrinseca componente growth ha contribuito alla buona performance delle strategie Esg negli ultimi anni, poiché i titoli tecnologici growth e long duration hanno beneficiato dei bassi tassi di interesse e, più recentemente, delle perturbazioni causate dalla pandemia».

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