ET.Analist/ Schroders: «Il potenziale Esg degli investimenti infrastrutturali»

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23 Mar 2021
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ET.Analist è lo spazio in cui ETicaNews raccoglie i contributi di analisti, asset manager e studiosi che fanno il punto su temi specifici del mondo della finanza sostenibile. Nell’ultimo numero (Finanza Sri, gli ultimi report degli analisti/ 22Jérôme Neyroud, Head of Investments – Infrastructure Debt di Schroders nel documento “Investire in infrastrutture per contribuire a una ripresa sostenibile” sottolinea come la necessità di rendere l’economia più «resiliente, equa e sostenibile», nella fase di ripresa post-Covid possa essere perseguita tramite l’investimento in infrastrutture.

Secondo uno studio di McKinsey Global Institute precedente alla pandemia, a livello globale ogni anno vengono investiti 2.500 miliardi di dollari in questo asset, ma si stima che per supportare i tassi di crescita attesi siano necessari una media di 3.300 miliardi di dollari all’anno. Le infrastrutture, prosegue Schroders «grazie a una storia di rendimenti stabili sia nel debito che nell’azionario, permettono agli investitori di adottare un approccio coscienzioso offrendo al contempo rendimenti stabili».

Uno studio dell’Economic Policy Institute stima che ogni 100 dollari spesi in infrastrutture viene generato un output di 13 (mediano) e 17 (medio) dollari per il settore privato sul lungo periodo. Di recente, poi, gli investimenti infrastrutturali sono diventati essenziali nella lotta al cambiamento climatico, in diverse aree, dall’energia rinnovabile, ai trasporti a basse emissioni, ai device per misurare e usare l’energia in modo più efficiente, alle strutture di trasporto pubblico, che riducono l’impronta di carbonio individuale. Questa presa di coscienza sulle potenzialità degli investimenti infrastrutturali in termini di sostenibilità si sposa anche con gli obiettivi politici (a partire da quello di limitare l’aumento delle temperature globali entro i 2°C degli Accordi di Parigi). L’investimento in infrastrutture corrisponde alla necessità di flussi di cassa prevedibili e di lunga data, sia attraverso il debito sia con l’equity.«Il debito infrastrutturale costituisce la maggior parte degli asset finanziati (di solito circa il 75%) e offre diversi vantaggi, come la prevedibilità e la sicurezza dei rendimenti. L’equity infrastrutturale invece permette agli investitori di avere un ruolo più attivo nel generare rendimenti sostenibili. La proprietà degli asset permette agli investitori di implementare cambiamenti su misura alle società sottostanti e di stabilire misure di governance più rigorose».

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