Humana presenta il Manifesto degli abiti usati

5 Ott 2016
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Humana People to People Italia ha presentato il primo Manifesto sugli abiti usati. L’iniziativa è stata illustrata in occasione del Salone della Csr. Il Manifesto è rivolto alle pubbliche amministrazioni, alle utilities e ai gestori che intendono affidare in concessione il servizio di raccolta e recupero di abiti e accessori usati, perché è quanto mai urgente che i bandi di gara siano pensati in ottica di valorizzazione dei criteri sociali e ambientali. Questo, sottolinea Humana, nel  rispetto assoluto del mandato dei cittadini che donano gli abiti usati a scopo benefico.

Humana People to People Italia, da sempre impegnata nella battaglia per la trasparenza e la legalità della filiera degli abiti usati, col Manfesto chiede a tutte le pubbliche amministrazioni e alle stazioni appaltanti di adottare 7 importanti criteri di qualità e sostenibilità allo scopo di fronteggiare la sfida di uno sviluppo sostenibile, integrando elementi di carattere economico, con valutazioni di natura ambientale e sociale nelle fasi del processo di acquisto:

  1. rispettare il mandato del cittadino ovvero privilegiare gli affidamenti ad operatori non profit;
  2. eliminare la variabile ‘prezzo’ dai criteri di affidamento o comunque ridurre la sua incidenza nella valutazione del fornitore;
  3. introdurre criteri di valutazione Esg (Environmental, Social, Governance) e adottare il meccanismo dei c.d. punteggi ponderati anche per l’offerta tecnica e l’offerta sociale;
  4. riconoscere la pluralità e la diversità degli operatori non profit e definire oneri e criteri di rendicontazione specifici per tali operatori garantendo in tal modo la giusta misurazione e il corretto confronto delle loro performance socio-ambientali;
  5. obbligare i c.d. operatori non profit a rendicontare i progetti finanziati e gli importi devoluti a tali progetti, effettuando le opportune verifiche attraverso lo strumento dei bilanci civilistici;
  6. rendere obbligatorie la presentazione di un Piano Economico Finanziario (Paf) da parte degli operatori nelle proprie istanze di partecipazione alle gare e di effettuare la cosiddetta verifica delle offerte anomale, anche su segnalazione di altri concorrenti;
  7. premiare gli operatori che investono in trasparenza, legalità, tracciabilità della filiera, comunicazione del ciclo di vita del prodotto (es. certificazioni UNI EN ISO, Modello Organizzativo ex D.lgs. 231/01, Bilancio di sostenibilità, Bilanci civilistici certificati etc.).

 

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