Lettera aperta dei sottoscrittori all'ente di previdenza

I medici: no armi con le nostre pensioni

11 Mar 2026
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Il network Isde ha scritto a Enpam per chiedere garanzia sulla destinazione dei propri contributi. L'ente guidato dal presidente Alberto Oliveti ha risposto: «Non c'è alcuna ambiguità negli investimenti Enpam e non c'è ragione di pensare che l'ente abbia cambiato rotta»

L’attuale fase di trasformazione Esg registra un altro scatto in avanti. Il segnale arriva dal mondo previdenziale, dove sono i sottoscrittori di un ente a prendere posizione sul rispetto di principi di sostenibilità sociale nell’attività di investimento da parte dell’ente stesso. Nello specifico, la questione riguarda Enpam, l’ente di previdenza per i medici, in relazione al tema delle armi. Qualche giorno fa, l’Associazione Medici per l’Ambiente, associata al network International Society of Doctors for the Environment (Isde), ha inviato una lettera aperta alla presidenza di Enpam per esprimere «una forte e motivata preoccupazione in merito alla possibilità che le risorse previdenziali dei medici possano essere indirizzate verso investimenti nel settore degli armamenti».

ASSET OWNER AL CENTRO DEL CAMBIAMENTO

Gli investitori istituzionali della previdenza, insomma, stanno vivendo una profonda trasformazione degli equilibri che li vedono protagonisti. Da un lato, si registra una evidente tendenza a prendere posizione verso il mondo degli asset manager, per far valere le proprie convinzioni Esg. Dall’altro, questi stessi enti iniziano a essere monitorati dalla propria base di sottoscrittori, rendendo chiara l’importanza di garantire e consolidare una propria identità Esg. Una base di sottoscrittori che, quando organizzata, come nel caso di Isde, diventa oltremodo “pungente” nello stimolare il proprio ente di riferimento.

La lettera in questione è stata oggetto di comunicato stampa alle redazioni. Quindi, puntando alla massima visibilità possibile.

La missiva è firmata dal presidente Isde Roberto Romizi e dal referente Isde per i rapporti con Enpam Marco Calgaro, e «nasce – si legge – dal confronto interno alla comunità medica e richiama i valori fondanti della professione: tutela della salute, prevenzione, promozione della pace e rifiuto della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti».

Enpam ricorda Isde, gestisce un patrimonio previdenziale di circa 27 miliardi di euro, alimentato dai contributi obbligatori di tutti i medici iscritti agli Albi professionali. «Proprio per questo, – sottolineano i medici per l’ambiente – le scelte di investimento non possono prescindere da criteri etici e di coerenza con la missione sanitaria».

LE ARMI NEL MIRINO

Nella lettera si fa riferimento alla partecipazione di Enpam, nel maggio 2025, al Defence Investment Forum di Roma, nonché al contesto europeo legato al piano RearmEu, che prevede un crescente coinvolgimento di capitali privati nel settore militare. Preoccupazione viene espressa anche rispetto ai tentativi di ridefinizione dei criteri Esg, con il rischio di includere l’industria bellica all’interno di strumenti finanziari presentati come “etici”.

Isde richiama inoltre il documento sottoscritto nel 2023 da 35 società scientifiche italiane, “Il diritto universale alla salute richiede la pace e rifiuta la guerra”, pubblicato su Epidemiologia & Prevenzione, che afferma con chiarezza come la pace rappresenti un determinante fondamentale di salute e di welfare, in coerenza con l’iniziativa globale Health and Peace Initiative dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Nel rispondere a precedenti sollecitazioni, si legge nel comunicato stampa, «il presidente Enpam Alberto Oliveti ha espresso una condivisione di principio dei valori richiamati, lasciando tuttavia aperte alcune ambiguità che, secondo Isde, rendono necessario un chiarimento pubblico e formale. In particolare, l’associazione chiede di sapere se e in che misura eventuali indirizzi governativi possano influenzare le politiche di investimento previdenziale».

«Come medici contribuenti – si legge nella lettera – riteniamo di avere il diritto di pretendere un uso etico delle risorse accantonate grazie ai nostri contributi, orientandole verso finalità che promuovano salute, benessere sociale e pace, e non verso settori che alimentano conflitti e distruzione».

LA RISPOSTA DI ENPAM

«Non c’è alcuna ambiguità negli investimenti Enpam e non c’è ragione di pensare che l’ente abbia cambiato rotta». Così ha sottolineato all’Ansa l’ente previdenziale dei medici. «La professione medica – ha affermato l’Enpam – è, in primis, professione di presa in carico per tutelare la salute e per curare le malattie. Non per nulla tre anni fa l’Enpam ha abbracciato l’approccio integrato One Health nel proprio progetto operativo strategico e come principio guida rispetto agli investimenti». L’Ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri, si legge su Ansa, ha inoltre messo a punto un sistema di valutazione (Esr- Enpam sustainable rating) per monitorare l’aderenza a principi di responsabilità ambientale, sociale e di governo: «Ad esempio, l’adozione di questa metrica – ha concluso l’ente – ha portato l’Enpam ad avere investimenti con un’impronta di carbonio di oltre il 23% inferiore rispetto al mercato».

 

 

 

 

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